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Mesa, una serata sulla tavola di Evo

marco-avellaIn una serata uggiosa, rinfrescata da un po’ di pioggerella, mi reco in un ristorante molto particolare situato in una delle zone in crescita della Milano del gusto per trovare un raggio di sole nei piatti e nei vini che assaggeremo.
Evo, acronimo di Extra Vergine d’Oliva, il locale di Marco Avella, è un luogo dedicato ad un prodotto che è simbolo del nostro Paese, l’olio, selezionato in tutta Italia e proposto in ogni piatto preparato.
L’idea è di per sé intrigante, meglio ancora con il menu pensato in abbinamento ad interessanti vini della Cantina Mesa di Sant’Anna Arresi, in Sardegna, un luogo dove i vitigni crescono e vivono in condizioni molto diverse da quelle dei loro simili del continente e che offrono all’uomo uve per vini originali.

Mesa, tra le parole sarde derivate dallo spagnolo, significa, appunto, “tavola” e vuole rappresentare il simbolo del nutrimento, della convivialità, della condivisione. La Cantina è un atto d’amore per questa terra di Gavino Sanna che, per chi mastica di comunicazione, non può non essere ricordato ed annoverato tra i più celebri pubblicitari italiani.
La serata si dipana gradevolmente, con le ottime interpretazioni culinarie di piatti sardi proposte da Marco Avella, accompagnate da vini dai nomi evocativi ed intriganti, raccontati con passione dall’enologo delle Cantine Mesa, Luca Fontana.

Una deliziosa panzanella con polpa di riccio ci fa tuffare immediatamente nel limpido mare di Sardegna, un gusto intenso, persistente, che ben si sposa col primo bianco servito, il Giunco, un Vermentino che grazie alle note acide delicate e ai profumi di frutta esotica avvolge il sapore di mare che il piatto ci ha riservato.
Seguono delle linguine con arselle e bottarga di muggine, delicata, per nulla invadente, come spesso accade con questo ingrediente, il vino è l’Opale, ancora un Vermentino, setoso, di lunga durata in bocca.

Un altro primo piatto tipico, i Malloreddus alla Campidanese, gustosi e accompagnati dal primo rosso chiamato Buio, un Carignano, vitigno autoctono della zona del Sulcis, forte, resistente ai venti che spazzano questa regione, ai forti sbalzi di temperatura, una pianta che permette di ottenere dei vini importanti, anche se giovani. Buio esprime subito in bocca forti sensazioni con profumi intensi.
La terra offre l’immancabile maialino profumato al mirto, delicato e accompagnato da Buio Buio, sempre Carignano, che ben segue il suo precedente quasi omonimo vino nella progressione di intensità e profumi.

Il dolce, ricotta con miele di Nuoro e note di limone, chiude egregiamente la cena con l’assaggio di Orodoro, un vino aromatico molto intenso racchiuso in una bella bottiglia, nella versione ridotta di tutte le altre della cantina.
Una serata che mi ha fatto pensare di esser in vacanza pur restando a Milano, a volte i gusti bastano.

http://www.cantinamesa.it/
http://www.evomilano.it/

Aldo Palaoro

Foto di Carlo Fico

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