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Moreno Cedroni sprigiona la fantasia con Prime Uve Maschio

moreno-cedroni-identita-golose-anguillaCi sono storie d’amore che attraversano i secoli, lasciando che il tempo sedimenti la passione con la devozione per dare vita a nuova cura e rinnovato piacere. La storia che unisce la famiglia Maschio all’arte della distilleria è così, ritratta attraverso la saggezza di gesti recuperati e la modernità del carattere imprenditoriale.
Ma ci sono anche storie d’amore che travolgono all’improvviso, per serendipità, mentre si sta cercando altro, come l’attrazione che Moreno Cedroni scoprì di avere per la cucina, negli anni Ottanta, dopo gli esordi estivi come cameriere e diversi corsi per diventare sommelier.
Dall’incontro di queste belle storie non poteva che scaturire un sodalizio d’eccellenza, raccontato anche nell’ottava edizione di Identità Golose: il cuoco bistellato del Ristorante La Madonnina del Pescatore a Senigallia ha presentato un menu di tre portate sposando le altrettante versioni di Prime Uve, l’acquavite d’uva prodotto di punta di Bonaventura Maschio, in un divertissement di sapori, colori e consistenze ad abbracciare tutti i sensi. “L’intenzione era quella di giocare con i distillati spostando la posizione che occupano nel pasto, dalla fine all’inizio, con l’aperitivo: mi sono ispirato al sakè, tipica bevanda alcolica giapponese che spesso si consuma a tavola” ha spiegato Moreno Cedroni.
Ecco allora che il classico mojito prende nuova vita se preparato con succo di pera, menta e Prime Uve Oro, il distillato ottenuto dalla maturazione delle uve passite del Prosecco in botti di rovere, dal gusto armonico e pieno che al naso si apre scoprendo il carattere  profondo. Si è proseguito con due abbinamenti cibo/distillato, l’anguilla con pomodoro e gelatina di Prime Uve e la marmellata di mele con frutto della passione, streusel di spezie e gommosa di Prime Uve Nere, cioccolato e polvere di yuso: “Al cucchiaio: noi italiani abbiamo dimenticato come si usa questa posata, preferendo la forchetta quasi per ogni cibo, in questo modo molti sapori non ci arrivano perché restano sul fondo del piatto, anziché nei nostri sensi” continua Cedroni. Nel bicchiere, i distillati proposti con ghiaccio pilè per temperare il grado alcolico: Prime Uve, fresca e armonica con richiami di mela e fiori di campo, e Prime Uve Nere, un ricercato incontro di vaniglia, cacao, prugna secca e ciliegia.
“Moreno Cedroni ha saputo comporre un menu capace di conquistare anche il palato più esigente, dimostrando che un nuovo modo di avvicinarsi ai distillati è possibile” hanno affermato Anna e Andrea Maschio, l’ultima generazione dell’azienda trevigiana custode di quell’amore secolare per l’“acqua di vita”, com’era chiamata quando, con il carro degli alambicchi, la si andava a distillare direttamente nelle case punteggiate tra il Brenta e il Monte Grappa.

Per info: http://www.primeuve.com/www.morenocedroni.it

Alessandra Locatelli

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