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Nasce Volcanic Wines

L’eccezionale fertilità della Penisola italica non è da attribuire solo ai terreni calcarei e di natura alluvionale ma anche ai suoli vulcanici presenti in tutto lo stivale come in nessun paese vitivinicolo al mondo. In Italia le doc di origine vulcanica coprono 17.050 ettari, per una capacità produttiva di 1.262.923 ettolitri di vino, pari a 150 milioni di bottiglie. Dalle zone del Soave, del Gambellara, della Lessinia, alle provincie campane intorno al Vesuvio, alla collina di tufo di Pitigliano, suoli ricchi, minerali, che conferiscono ai vini consistenza, struttura e longevità. I produttori della Penisola, i consorzi di tutela, le enoteche e i Comuni, nel 2012 si sono riuniti in Volcanic Wines, l’Associazione delle doc vulcaniche, che qualche giorno fa si è incontrata al ristorante AMO, Arena Museo Opera di Verona per presentare alla stampa e alle istituzioni il calendario delle attività in programma, in vista dell’Esposizione Universale. Accoglienza, sviluppo della ricettività turistica, coordinamento territoriale, condivisione di obiettivi che la rete delle doc di origine vulcanica, guidata dal Consorzio del Soave, pensa di raggiungere attraverso una strategia promozionale condivisa, valida sia per l’Italia che per l’estero. «Volcanic Wines è una intuizione felice – ha sottolineato Giuseppe Castiglione, sottosegretario alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, presente all’incontro – dal momento che attorno ai vulcani crescono prodotti unici. Una chiave di comunicazione forte che è nello stesso tempo garanzia di salubrità e di qualità». E di estero si è parlato molto dal momento che proprio la rete delle doc vulcaniche darà vita il prossimo anno ad un calendario di eventi collettivi sotto il segno del Vulcano, a cominciare proprio da Expo. «Il Padiglione Vino ad Expo – ha sottolineato Giovanni Mantovani, direttore generale di Verona Fiere – punta a dare un messaggio d’insieme. Vorremmo che fosse un grande strumento di comunicazione per tutto il patrimonio enologico italiano». Si tratta di un padiglione indipendente di duemila metri quadrati, contiguo all’area della Comunità Europea e proprio di fronte a Palazzo Italia e al Padiglione delle Regioni. Il fil-rouge sarà un percorso emozionale che conduce il visitatore alla conoscenza storica, ambientale e di produzione del vino. Questo perché dei due milioni di visitatori previsti del Padiglione (sui 20 milioni di presenze totali stimate da Expo 2015), molti non conoscono, o conoscono poco, il prodotto vino e la cultura millenaria che lo accompagna.

Per saperne di più: www.ilsoave.com

Luca Bonacini 

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