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Non criminalizziamo l’import di pesce

Per l'Agci Agrital la vera battaglia da combattere non è contro l'import di pesce, ma contro le frodi, stanchi di falsi allarmismi sui prodotti ittici provenienti da fuori Italia.

pesce-import“Il pesce italiano non sarà mai sufficiente per la domanda nazionale che, per essere soddisfatta richiede una importante quota di importazioni, tra il 50 e il 70%; il problema non si risolve criminalizzando nè il pesce importato, né i ristoratori che lo utilizzano, ma contrastando le frodi”.
Lo afferma l’Agci Agrital prendendo posizione contro l’ondata di notizie allarmistiche che riguardano le importazione dei prodotti ittici. “Siamo ormai abituati a questi ‘scoop’ nel periodo estivo che generano solo confusione – ha dichiarato il presidente Giampaolo Buonfiglio – non servono campagne scandalistiche ad effetto, ma lavorare per una pesca più sostenibile in mare e per acquisti consapevoli al mercato”.
L’associazione si riferisce, in particolare, “a comunicati di grandi organizzazioni agricole che si occupano di pesce da un paio d’anni che, con stime diventate dati statistici, hanno portato il frastornato consumatore a guardare con sospetto anche i bastoncini di pesce e a concludere che è meglio diventare vegetariani”.

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