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Nuove prospettive si aprono ai giovani agricoltori

Secondo la legge di stabilità verranno dismessi 338.000 ettari di terreni agricoli pubblici e, secondo le stime di Coldiretti Giovani Impresa, potrebbero nascere a breve fino a 43.000 nuove imprese agricole, in un momento di difficoltà ad aprire nuovi spazi.

coldiretti-terreni-agricoli-pubbliciSecondo le stime di Coldiretti Giovani Impresa, dalla vendita dei 338 mila ettari di terreni agricoli pubblici potrebbero nascere, a breve, fino a 43 mila nuove imprese agricole. La dismissione, prevista dalla legge di stabilità, potrebbe aprire nuovi spazi ai giovani agricoltori, che in questo particolare momento faticano a ottenere il credito necessario per investire nella propria azienda.
Il 50% di loro, infatti, secondo le indagini interne della Coldiretti è in attesa di poter estendere la superficie coltivata, grazie a nuove terre in affitto o in acquisizione definitiva. In particolare, il maggior numero di nuove aziende a conduzione giovanile potrebbe nascere nel Lazio e in Campania, ma anche in Trentino, Piemonte, Calabria e Puglia.
Il delegato nazionale dei giovani, Vittorio Sangiorgio, ha recentemente dichiarato che quello della dismissione sarà, per il nuovo governo, un impegno fondamentale per generare nuova occupazione.
L’agricoltura infatti, secondo le elaborazioni effettuate da Coldiretti sui dati Unioncamere, è al terzo posto fra le attività imprenditoriali preferite dai giovani, dato confermato dall’alta percentuale di under 35 alla guida delle imprese agricole (circa 65 mila su 720 mila). La propensione dei giovani all’investimento produttivo consente loro di ottenere un reddito medio superiore del 40 per cento rispetto ai concorrenti più anziani, anche grazie all’alto grado di diversificazione produttiva, alla vendita diretta e ai contratti stipulati con i gruppi di acquisto solidali.
Fonte: Coldiretti
Dallo studio Swg/Coldiretti Giovani Impresa emerge che in agricoltura solo il 3 per cento delle imprese agricole italiane è condotto da giovani con meno di 35 anni che pero’ sono alla guida delle aziende piu’ innovative, che offrono maggiore occupazione e garantiscono maggiori livelli reddito. In Italia – ha sottolineato la Coldiretti – i giovani imprenditori nelle proprie aziende producono un reddito del 40 per cento superiore a quello medio del settore. La crisi, secondo SWG/Coldiretti Giovani Impresa, non ha fermato la volontà di crescita delle giovani imprese agricole che, anche in questa congiuntura non favorevole, per il 78 per cento ha realizzato investimenti per l’espansione dell’attività o il miglioramento della qualità dei prodotti. Le aziende under 35 si caratterizzano per un maggior grado di diversificazione produttiva (31 per cento dei giovani a fronte di una media del 27 per cento), una maggiore capacità di innovare il marketing mix con ben l’87,5 per cento dei giovani che vende direttamente e il 22 per cento che rifornisce i gruppi di acquisto solidali (GAS).

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