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Olio extravergine di oliva e aranciate: cambiano le regole

Più succo d’arancia nelle aranciate e semaforo verde per l’utilizzo del tappo antirabbocco per l’olio extravergine di oliva offerto ai clienti nei pubblici locali. Sono queste due delle importanti misure contenute nel testo della Legge Comunitaria approvata definitivamente dalla Camera dei Deputati che certamente contribuiranno a tutelare maggiormente i consumatori e a preservare in maniera più distinta il Made in Italy. Questione piuttosto controverse che in passato hanno acceso appassionati dibattiti tra gli addetti ai lavori e le associazioni dei consumatori e che oggi hanno finalmente trovato adeguata soluzione, con il plauso espresso da più parti.
In dettaglio, il provvedimento adottato prevede che il contenuto di succo di arancia nelle bibite a base di arancia passa dal 12% al 20%. Un incremento che, come facilmente immaginabile, avrà certamente ripercussioni positive sul comparto agricolo del Belpaese.

Sul fronte olio extravergine di oliva, la normativa approvata sancisce che nei ristoranti, nelle trattorie, nelle pizzerie, in tutti i locali che servono food sarà obbligatorio usare il tappo antirabbocco. Previste anche pesanti sanzioni per chi non userà oliere a norma. Inoltre, la tutela del consumatore e del prodotto verrà garantita anche con l’obbligo di differenziare in etichetta le tipologie di olio se prodotte con miscele importate da uno o più Stati, in modo da mettere in guardia in consumatore sulla diversa qualità dell’olio.  “Lo stop alle oliere truccate nei locali pubblici salvaguarda un prodotto base della dieta mediterranea come l’olio di oliva che offre un contributo determinante alla salute dei cittadini e rappresenta una realtà produttiva da primato nazionale che possono offrire importanti sbocchi occupazionali soprattutto nel Mezzogiorno in cui più duramente si sta facendo sentire la crisi – spiega il presidente della Coldiretti – nel rispetto della normativa comunitaria l’Italia non ha rinunciato questa volta a svolgere il ruolo di leader nella tutela della qualità e della sicurezza alimentare in Europa”.
Anche la Cia – Confederazione Italiana Agricoltori ha manifestato il proprio plauso: “Una bottiglia d’olio extravergine su sei in Italia finisce sui tavoli di trattorie, ristoranti e bar. Ed è necessario chiarirne l’origine, per garantire chiarezza e trasparenza ai cittadini e per tutelare i produttori da falsi e sofisticazioni che “scippano” ogni anno al “made in Italy” agroalimentare 1,1 miliardi di euro. Con questa misura si mette fine alle oliere anonime spesso riempite chissà quante volte, magari spacciando per extravergine un prodotto di basso livello. Finalmente viene garantita qualità, autenticità e origine dell’olio messo a disposizione del consumatore finale, ma si protegge anche la sua salute. Oltre ovviamente a migliorare la sicurezza legata all’igiene del prodotto, grazie all’obbligo del tappo “antirabbocco”. Ora, però, dobbiamo insistere a livello comunitario affinché questa norma -conclude la Cia- diventi un obbligo per tutti i Paesi membri”.

 Antonio Longo

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