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L’opinione di Valter Gallo Unilever

Unilever conta 163.000 dipendenti ed è presente in 100 paesi. Nel 2009 ha registrato un volume d’affari a livello mondiale di 39,8 miliardi di euro. I suoi prodotti sono venduti in 170 paesi in tutto il mondo. Solo nel 2009 hanno investito 891 milioni di euro in ricerca e sviluppo. A Valter Gallo, direttore marketing di Unilever Food Solutions, rivolgiamo alcune domande sul valore delle fiere food & beverage.

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Quanta rilevanza date alle fiere per la vostra promozione?

Grande! L’opportunità di esporci a tutto il mercato, mostrando l’azienda com’è e come sta innovando, è cruciale. Se poi c’è molto da raccontare e mostrare, come accade a noi, diventa altrettanto fruttuosa. Certo, altri canali più nuovi stanno in parte prendendone il posto: il web e in generale le nuove tecnologie, ad esempio. Ma la parte culinaria, con le dimostrazioni, resta peculiare delle fiere.

Scegliete solo le fiere B2B o anche quelle consumer?

Solo B2B, di questo sappiamo e di questo trattiamo.

Con quale criterio scegliete la partecipazione ad una fiera piuttosto che un’altra?

Territorio, opportunità, nostra presenza. E poi, ovviamente la qualità dell’offerta fieristica.

Secondo lei, in Italia, non c’è un eccesso di fiere dedicate a questo comparto che può dar vita ad un abbassamento della soglia di credibilità?

Forse, ma il mercato, soprattutto oggi, è spietato, quindi: se non servono non sopravviveranno!

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