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Il Parlamento Europeo dice sì alle etichette col luogo d’origine

etichetta-luogo-provenienzaIl Parlamento Europeo si è espresso a favore dell’indicazione del luogo d’origine/provenienza che dovrà essere introdotto entro settembre 2011. L’obbligo dell’origine, che già riguardava la carne bovina, viene esteso alle carni di maiale, agnello e pollame, mentre è già in vigore per ortofrutta, miele e olio d’oliva. “Il pronunciamento avviene dopo che nell’ultimo anno l’Unione Europea è stata costretta – riferisce la Coldiretti – ad affrontare tre emergenze: dalla mozzarella blu scoppiata in Germania nel giugno 2010 alla carne di maiale, uova e latte contaminate dalla diossina aggiunta ai mangimi nello stesso Paese all’inizio di gennaio 2010, fino all’infezione determinata dal consumo di hamburger surgelati di marca Steaks Country venduti nell’ipermercato Lidl, ma prodotti da carne tedesca”. “Sulla base dell’intesa, alla Commissione europea, spetta ora il compito – conclude la Coldiretti – di esaminare l’opportunità di estendere un sistema di etichettatura obbligatoria alle seguenti categorie: alimenti latte,latte impiegato come ingrediente, carne utilizzata come ingrediente, alimenti non trasformati, alimenti mono-ingrediente e ingredienti che rappresentano più del 50% dell’alimento”.
Restano esclusi dall’obbligo salumi, formaggi e altri alimenti trasformati.
Entro due anni dalla sua entrata in vigore, Bruxelles dovrà decidere se estendere l’obbligo dell’origine alla carne utilizzata come ingrediente negli alimenti e un anno dopo, pronunciarsi su latte, carni diverse presenti nelle preparazioni, alimenti non trasformati, quelli a monoingrediente e quelli dove gli ingredienti superano il 50% del prodotto finale.
Una soluzione, quest’ultima, da tempo invocata in Italia dalla Coldiretti, che sostiene l’estensione dell’indicazione del luogo di origine anche alle carni e al latte utilizzati in alimenti trasformati, come prosciutti, salami e formaggi. “In Italia – denuncia il presidente di Coldiretti, Sergio Marini – la metà delle mozzarelle e tre prosciutti su quattro sono ottenuti da latte e carne di animali allevati all’estero senza alcuna informazione per il consumatore”.
“E’ una decisione importante che va nella direzione indicata da Roma – afferma la Cia, Confederazione italiana agricoltori. Ora sarà importante la sua attuazione pratica in tempi rapidi. L’impegno deve essere quello di tracciare l’origine anche per tutti i prodotti animali trasformati. Spesso, infatti, il consumatore è tratto in inganno da etichette che riportano dizioni che richiamano all’italianità, quando invece il prodotto nasce da materie prime straniere”.
Fonte: Elaborazioni Coldiretti

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