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18 Giugno 2012

A Parma il futuro della Cucina Italiana nel Mondo

yoshi-yamadaDal 14 al 16 giugno 2012 presso l’Academia Barilla di Parma si è svolto il Forum della Cucina Italiana nel Mondo.
Provenienti da più di 30 nazioni sono convenuti nella capitale della Food Valley cuochi appartenenti al gruppo GVCI (Gruppo Virtuale Cuochi Italiani) e opinionisti invitati a confrontarsi sul futuro della cucina italiana fuori dai nostri confini.
A margine del Forum si è tenuto il primo Campionato Mondiale della Pasta, una competizione unica nel suo genere, dal momento che, per la prima volta i giudici, capitanati dal celebre esperto di gastronomia Luigi Cremona, hanno potuto verificare il grado di elevatissima preparazione ed attenzione che i cuochi che vivono e lavorano all’estero pongono nella scelta degli ingredienti e nel rispetto rigoroso dello stile italiano nella preparazione di una ricetta.

Tre giorni, dunque, di relazioni e dibattiti, per far emergere i valori che sono rappresentati dai professionisti che ormai da 10 anni sono raggruppati dalla sigla GVCI in un forum su internet, quasi 2000 persone, dalle iniziali 50, che su ispirazione dei fondatori Mario Caramella, presidente, e Rosario Scarpato, direttore di Itchefs-GVCI, anima organizzativa delle numerose iniziative del network, promuovono concretamente, con tenacia e determinazione, la conoscenza della nostra cucina ai quattro angoli della terra.
Academia Barilla accompagna da tempo il sodalizio ed ha consolidato questo rapporto con l’istituzione di un programma di certificazione rigoroso, grazie al quale è possibile riconoscere quei professionisti che possono vantare anni di esperienza e valori condivisi che li fanno ritenere a pieno titolo ambasciatori della cucina italiana nel mondo. Sono stati, così, insigniti alcuni professionisti della qualifica di ICMC, Italian Cuisine Master Chef.

Il GVCI nasce nel 2001, una felice intuizione, la volontà di tenersi in rete, la possibilità offerta dallo sviluppo di internet di confrontarsi quotidianamente grazie alla lettura o alla scrittura di una mail. Domanda e offerta di lavoro, informazioni sulla burocrazia di una nazione, ricerca e approfondimento sulle basi della cucina italiana, sul rispetto delle ricette tradizionali, fino all’organizzazione di eventi pubblici di grande evidenza come la Giornata Internazionale delle Cucine Italiane, che dopo 5 edizioni è, ormai, uno degli eventi più amati e conosciuti al mondo per la nostra gastronomia. Sono queste le motivazioni che alimentano la vita di un gruppo che, sempre più, dovrà essere riferimento e tramite per tutti i nostri cuochi, più o meno noti, che dall’Italia vogliono e devono guardare oltre i nostri confini.

A conclusione di questa iniziativa, ideata e organizzata da Itchefs-GVCI, sostenuta da Academia Barilla, con il contributo di Ferrarelle, Grana Padano, Terre del Sole, Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, Pentole Agnelli, Apt dell’Emilia Romagna, 2 eventi significativi:
Una spontanea raccolta fondi tra tutti i presenti del forum GVCI, che sarà, però, anche rilanciata sul web tra tutti i membri, in favore delle popolazioni terremotate.
Il Campionato Mondiale della Pasta, con la finale combattuta dinanzi ad una platea interessata e divertita, con Vittorio Beltramelli, da Parigi, Sauro Scarabotta, da San Paolo, Giorgio Nava, da Città del Capo e Yoshi Yamada, da Londra.
Ha vinto proprio l’unico non italiano, anzi, un “giappolitano”, perché Yoshi Yamada ha iniziato la sua carriera alla corte di Don Alfonso ed ha sempre una brigata di napoletani nei suoi ristoranti.

La giuria era composta dagli esperti e da un pari numero di persone sorteggiate tra il pubblico di appassionati intervenuti alla manifestazione,  proprio questo gruppo ha pesato sulla scelta finale, perché oltre a condividere la giuria tecnica il valore del piatto in sé, ha fatto emergere la talentuosa propensione allo show, tutta “napoletana” di Yamada che ha divertito i presenti che lo hanno alla fine premiato.
Dunque, la proclamazione del vincitore del Pasta World Championship, premiato con una trafila dorata, simbolo della stessa trafila che gli operati di Barilla regalarono a Pietro Barilla quando, trent’anni or sono, ricomprò l’azienda facendola ritornare italiana dopo un breve periodo a stelle e strisce.

Aldo Palaoro

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