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La pasta italiana cresce sui mercati del mondo

paolo-barillaLa pasta italiana cresce a volume e a valore: +1,7%, a fronte di un crescita a valore del 3%. In cifra assoluta, la produzione ha superato la quota di 3,3 mln di tonnellate, corrispondente a un fatturato di circa 4,5 miliardi di euro. L’Italia ha mantenuto il suo ruolo leader, con una quota pari al 25% della produzione mondiale e a circa il 70% di quella europea. Al consumo interno è stato destinato un quantitativo di pasta per oltre 1,5 mln di tonnellate, per un valore che tocca i 2,7 miliardi di euro.
Questi i dati presentati all’assemblea AIDEPI, l’Associazione della Industrie del Dolce e della Pasta Italiane, nata lo scorso anno dall’unione delle due Associazioni AIDI e UNIPI, che con le sue 130 imprese aderenti rappresenta l’80% del mercato nazionale di Dolce e Pasta.

“Le nostre Aziende, ancora una volta, hanno dimostrato come con competenza, impegno e determinazione sia possibile contrastare la crescente caduta dei consumi interni, reagendo energicamente a tale difficile situazione. – ha dichiarato il Presidente AIDEPI Paolo Barilla “In questo scenario di perdurante incertezza abbiamo fatto registrare una crescita del valore della produzione del 3% tanto per la pasta, come per il dolciario. Risultato questo tanto più apprezzabile se si tiene conto delle difficoltà con le quali si misurano le nostre aziende quali, la volatilità dei mercati delle commodities agricole, le problematiche legate alla logistica, ai trasporti e ai vari e complessi rapporti di filiera. È l’export il grande volano di sfogo delle nostre merceologie, dove i mercati mondiali costituiscono un obiettivo al quale le nostre imprese non vogliono rinunciare. A fine 2011 il bilancio è stato sicuramente positivo, ma i margini di miglioramento sono ancora molti ed in tal senso particolarmente apprezzato sarà il supporto che, tramite il ricostituito ICE, le Istituzioni saranno in grado di assicurare alle numerose produzioni di qualità che il nostro settore sa esprimere”.

La debolezza del mercato interno è stata combattuta dalla capacità delle nostre imprese di spingere sulla leva esportativa, diversificando i mercati di sbocco.
Per quanto riguarda la Pasta, l’export si conferma ancora una volta come il volano di sfogo dell’intera produzione nazionale. Basti pensare che sui mercati esteri è stata destinata una quota pari al 54% in volume e al 41% in valore della produzione nazionale di pasta, tornando a superare i volumi dei consumi domestici.

Altrettanto positivo l’export Dolciario, che nel 2011 è cresciuto del +4,6% in volume, a fronte di una crescita del +8,2% in valore. La propensione export del settore dolciario, ovvero la quota destinata alle esportazioni sul totale della produzione, ha toccato il 42% in volume ed il 23% in valore. Il saldo commerciale ha raggiunto 1,5 miliardi di euro, mettendo a segno un + 10% sull’anno precedente.

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