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Pienza, la città dell’Utopia e La Bandita Townhouse

La storia di Pienza è strettamente legata al suo fondatore: Papa Pio II°, nato Enea Silvio Piccolomini (Corsignano, 18 ottobre 1405 – Ancona, 14 agosto 1464), fu il 210° papa della Chiesa cattolica dal 1458 alla morte. Enea Silvio Piccolomini nacque da genitori membri della nobile famiglia senese che i rovesci politici avevano confinato nella proprietà di campagna. Intrapresa la carriera ecclesiastica e divenuto Papa, volle che in questo luogo architetti famosi e artisti di grido lavorassero ad un progetto nel quale fossero impliciti i canoni costruttivi e filosofici di un’età che si apriva ricca di promesse: il Rinascimento italiano. In soli tre anni, dal 1459 al 1462, sorse Pienza, la città d’Antore, la Città ideale, la Città dell’Utopia. La città “nata da mi pensiero d’amore e da un sogno di bellezza” come scrisse Giovanni Pascoli.

Difficile dire che cosa sarebbe diventata Pienza se il Papa non fosse prematuramente scomparso alla vigilia di una crociata contro i mussulmani. Era il 14 agosto 1464. In tre anni e mezzo il nucleo e qualcosa di più della città di Pio era ormai nato. “Corsignan de’ ladri”, la borgata di frontiera che già il Boccaccio aveva ricordato nella sua celebre novella di Cecco di Fortarrigo, poteva cambiare nome e immagine grazie al suo grande protettore. Fulcro della struttura urbanistica di Pienza è Piazza Pio II° concepita “a tavolino” per mettere in pratica le nascenti concezioni umaniste della società rinascimentale. In essa si affacciano tutti i principali monumenti, ricchi di soluzioni architettoniche innovative e di opere d’arte. Il valore e la ricchezza del centro storico di Pienza sono stati inseriti nel 1996 nel Patrimonio Mondiale UNESCO e riconosciuti pertanto Patrimonio dell’intera Umanità. Pienza è nel cuore della Toscana, sia geograficamente che simbolicamente, in quanto si trova nel bel mezzo di alcuni dei paesaggi più fotografati d’Italia.

La Val d’Orcia è la quintessenza Toscana di cartoline e calendari, ed è stata rigorosamente protetta dallo sviluppo moderno. Il mozzafiato paesaggio incontaminato e ricco di storia ha meritato la designazione di Patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 2004 ed è servito anche a numerosi film quali Il paziente inglese, Il gladiatore e Sotto il sole della Toscana. Il villaggio è la base ideale per esplorare la regione del vino “Orcia Doc”, del “Vino Nobile di Montepulciano” e del “Brunello di Montalcino” così come le incantevoli hilltowns del sud della Toscana: Cortona, Siena e altre in sourthern Toscana.
Pienza piace. Non solo è un affascinante borgo collinare, è anche un paese che ha mantenuto una base di residenti a tempo pieno. Qui trovate i produttori artigianali di formaggio, abbigliamenti fatti a mano e progettati a livello locale e ristoranti che servono pici appena rotolati ogni mattina. Anche se molti considerano questa zona essere la più bella della Toscana, non vi sono siti “top ten” da spuntare nella lista, a meno che la vostra lista includa il persistente bagliore di una calda trattoria, un Brunello da degustazione privata presso una famiglia di proprietà di un vigneto o avere una piazza rinascimentale tutta per sè in una notte di luna.

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Hotel La Bandita Townhouse

Da circa quaranta giorni nel centro di Pienza ha aperto i battenti “La Bandita Townhouse”, un boutique hotel con 12 lussuose camere nascosto all’interno del centro storico della cittadina dei papi. L’edificio è un ex convento di epoca rinascimentale dove le suore hanno vissuto per oltre 500 anni. Con la sua porta principale che si affaccia su Corso Rossellino, si fonde e si confonde con il carattere rinascimentale del resto del paese; la sua facciata è indistinguibile dagli edifici annessi. Nessune modifiche esterne sono state realizzate nella ristrutturazione e non un solo metro quadrato di spazio è stato aggiunto. Piuttosto che cadere in un nuovo banale hotel in un centro storico, si è voluto creare un luogo confortevole, divertente e alla moda per rilassarsi, per mangiare bene e per farsi prendere dai ritmi quotidiani del paese: il silenzio della piazza principale nel mattino e la sera dal ronzio delle trattorie affollate.

All’interno, le linee delle celle monacale sono state sostituite da 12 ampie camere che uniscono il design contemporaneo ai soffitti con travi in legno, pavimenti in parquet e pareti in pietra a vista. Tutte le camere e i letti sono queen size, con soffitti alti, infissi di lusso e aria condizionata. Molte dispongono di grandi finestre sul vicoli di pietra, dove la vita del paese si svolge come tutti i giorni. Dalle suites all’ultimo piano si dispone di una splendida vista su tutta la Val d’Orcia sino a Montepulciano, Montefollonico e il Monte Amiata.

Le aree comuni comprendono una grande biblioteca aperta con sedie da lettura. Dietro la proprietà c’è un giardino medievale privato che costituisce un’oasi unica all’interno al pari di una verde piazza. Mangiare bene in Toscana non dovrebbe essere difficile, e non dovrebbe mai essere complicato. Abbiamo un facile accesso giornaliero ad alcuni degli ingredienti più freschi e più deliziosi del mondo e crediamo che un cuoco debba solo guardarsi ogni giorno in giro e parlare con i commensali, che sono i migliori giudici.

Il CafféTownhouse è un piccolo ristorante della casa e un wine bar con una cucina aperta per gli ospiti per poter dialogare direttamente con lo chef  mentre sta lavorando. C’è un intimo salotto coperto all’interno del giardino murato medievale. Lo chef propone un menu fisso giornaliero mirato ai piatti classici toscani con i migliori ingredienti locali di stagione, nonché una piccola lista di piatti di ottima fattura, destinati ad essere condivisi. I bambini sotto i 5 anni degli ospiti dell’hotel possono mangiare gratuitamente presso il Caffé durante la cena con i genitori. Il ristorante è aperto per cena ogni sera e a pranzo tutti i giorni tranne il Lunedì e il Martedì. Il menu del giorno (a pranzo) prevede tre servizi per 35 euro. Il dessert costa 8 euro.Vini al bicchiere di buon rapporto qualità prezzo.

Si consiglia la prenotazione: +39 0578 74.90.05

Le persone di contatto:

John Voigtmann (titolare)
Francesca Lucherini (responsabile di direzione)
Martina Frullanti (responsabile di direzione)
Virginia Lio (reception)
David Mangan ( primo chef )
Ettore Beligni ( chef )
Dario Ferreri ( chef )
Manuela Ferreri ( chef )
Alessio Buoni ( in sala )
Michael Mangan ( in sala )
Marzena Konzeiowska ( sala )

La Bandita Townhouse
Corso Rossellino, 111
53026 Pienza
Tel: 0578. 749005
virginia@la-bandita.com

Podere La Bandita
Tel: +39. 333 4046704
www.labandita.com

 

Rocco Lettieri
Testi tratti in parte dal sito: www.landitatownhouse.com. Le foto sono di Jarek Pavlak e di Rocco Lettieri

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