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Pixie Dust la novità tra le bevande salutiste

Nello scenario delle bevande salutistiche arriva una novità dagli Stati Uniti: Pixie Dust. Questa polvere può essere aggiunta ad acqua o latte e apporta il fabbisogno giornaliero di frutta in un colpo solo. Un drink studiato per i giovani americani per cercare di sostituire le bevande gassate.

pixie-dust-energy-drinkIl salutismo è un fenomeno in forte crescita in tutto il mondo ed è un settore in cui l’innovazione scientifica, cavalcando l’onda delle patologie legate agli squilibri alimentari, sta facendo passi da gigante alla continua ricerca di nuovi prodotti da immettere sul mercato per fare business.
Ed è soprattutto dall’America, il paese principe in fatto di soluzioni ipertecnologiche, ma anche nelle patologie e disfunzioni  alimentari, che arrivano le più stravaganti novità di cibi e bevande del futuro.
Pixie Dust – questo è il nome che gli hanno attribuito gli inventori – è l’ultimo drink giovanile americano, nato per sostituire le bevande gassate nella fascia di target under 16.  Si tratta di una polvere liofilizzata di frutta da mescolare all’acqua o al latte, che contiene  il fabbisogno giornaliero di frutta di una persona. Con questo prodotto due ricercatori del programma di scienza alimentare della University of Wisconsin di Madison si sono aggiudicati la vittoria ad  un concorso per giovani scienziati che si è tenuto recentemente a New Orleans ed è stato lanciato dall’IFT (Institute of Food Technologists) in collaborazione con la Disney, il colosso dell’entertainment americano. Una sinergia piuttosto inconsueta che però la dice lunga sulla portata del fenomeno nel momento in cui il prodotto sarà distribuito in tutti i parchi di divertimento del mondo.
Dal punto di vista tecnologico cibi del futuro puntano alla combinazione tra la vaporizzazione della materia prima – pensiamo alla sperimentazione della cucina molecolare — e la cultura del naturalistico e del salutistico. Una delle strade maggiormente battute è la microincapsulazione, che consente di isolare i principi biologici contenuti nella frutta, nelle piante e ortaggi come i polifenoli, le fitomolecole, i flavonoidi e i fitocomposti da utilizzare nella formulazione di cibi e delle bevande del futuro.
Il successo d questi ricavati della tecnologica alimentare, a onor del vero, non è poi così scontato. Le ultime richieste di validazione sottoposte da tutti gli Stati Membri dell’Unione erano 2.150. Di queste, hanno ricevuto una bocciatura oltre l’80% dei claims di alimenti dietetici esaminati da un gruppo di esperti in nutrizione, vale a dire tutte le indicazioni relative alle proprietà antiossidanti dei fitocomposti (polifenoli, antociani, catechine) presenti nella frutta, negli ortaggi ed in estratti erboristici e tutti i claims funzionali relativi ai microrganismi probiotici ed il supporto alle difese immunitarie ed alla funzionalità intestinale.
Il cammino delle tecnologie alimentari è però inarrestabile e i risultati ottenuti dalla microincapsulazione innegabili. Se è possibile trasformare in polveri finissime anche sostanze complicate come gli omega 3 estratti dal pesce d’olio, perché non dovrebbe essere ipotizzabile, in futuro, ottenere zuccheri che combattono l’obesità perché inibiscono la metabolizzazione dei lipidi o bevande in grado di eliminare  i radicali liberi?
I sempre più frequenti casi di epidemie che minacciano la salute pubblica stanno facendo crollare i vecchi miti degli antibiotici e delle medicine come panacea di tutti i mali e aprono la corsa alle molecole naturali che possono fare tanto di ciò che i farmaci non riescono a fare.

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