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Prodotti Dop: proposta l’indicazione su menu e formaggere

Il Consorzio del Parmigiano Reggiano si è reso protagonista di una nuova iniziativa che porta l’attenzione sul prodotto grattugiato servito sulle tavole di ristoranti & C. In una lettera inviata al ministro Maurizio Martina, infatti, è stata proposta un’integrazione con specifico emendamento sul “Piano Latte” riguardante l’inserimento di una norma che preveda l’obbligo di indicazione, sulle formaggere e nei menu, del nome esatto del formaggio Dop utilizzato. “Questa azione – spiega Giuseppe Alai, presidente del Consorzio – ha un duplice obiettivo: da un lato mira a fornire nuove certezze ai consumatori sull’identità dei formaggi grattugiati presentati in tavola; e, dall’altro, offre al mondo della ristorazione la possibilità di valorizzare più esplicitamente l’utilizzo di prodotti Dop come il Parmigiano Reggiano e altri idonei alla grattugia”.
Quanto richiesto è, tra l’altro, già stato attuato spontaneamente in altri Paesi, Francia in primis, da diversi ristoratori che, sottolinea Alai, “arrivano così a far valere un po’ di più i piatti che contengono formaggi Dop rispetto a quelli realizzati con prodotti similari”.
L’iniziativa è un modo con cui il Consorzio punta ad alimentare ulteriormente la cultura dei prodotti Dop in un Paese come il nostro, che vanta il maggior numero di denominazioni a origine protetta, garantendo al contempo al consumatore nuove informazioni e tutele, e consentendo a ristoranti, bar e alberghi di aggiungere valore al proprio lavoro, grazie all’esplicita segnalazione. “Come risultato indotto – continua il presidente – riteniamo sia possibile alzare il livello di consumo dei principali formaggi Dop italiani nella ristorazione, con un effetto che per il Parmigiano Reggiano stimiamo nell’uso di 50mila forme in più, che andrebbero a sostituire grattugiati anonimi e di minor valore”.
Si tratterebbe, dunque, di un’operazione analoga a quella già messa in atto per l’olio di oliva, con la differenza, però, ci tiene a precisare Alai, “che la nostra proposta non comporta nessun costo aggiuntivo, se non la semplice apposizione di una scritta su menu e formaggere”.
Sul fronte dell’export, infine, nella lettera inviata al ministro Martina il Consorzio propone azioni più precise e specifiche a sostegno dei progetti delle ditte esportatrici, in grado di attivare virtuosi meccanismi di finanziamento privato: azioni ritenute più efficaci rispetto a ‘campagne ombrello’ di natura istituzionale, che rischiano di essere slegate dalla quotidianità dei protagonisti della filiera.

Mariangela Molinari

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