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La qualità secondo Nicola Dante Basile

nicola-dante-basile-sole-24-ore“Nella mia carriera di cronista e contatti diretti con i produttori di ogni tipo di bene alimentare, dimensione e latitudine non mi è mai capitato di sentire una voce dissentire sull’importanza del fare Qualità. Tutti sono convinti  e dicono di volere fare solo Qualità. C’è da credergli, anche se, aggiungo, si tratta in buona parte di apertura di credito alle buone intenzioni.
Nella realtà sappiamo che le cose stanno in modo assai diverse. Non bastano le buone intenzioni per fare il mondo più buono, non fosse altro perché la Qualità intrinseca di un prodotto è di per sé un frutto dalle mille sfaccettature, che non arriva né si consegue a comando ma matura a gradi e a determinate condizioni. Per questo si presta a mille considerazioni, con a volte grandi divergenze tra i diversi protagonisti del mercato.
Tanto basta per comprendere quanto soggettiva possa essere la fatidica risposta dell’uomo del monte!, che vede e dice del suo prodotto tutto il meglio possibile, anche se sa di non meritare più di tanto. Non potrebbe essere diversamente. Alla stessa stregua di quanto fa il musicista napoletano Pino Daniele sul fronte dei sentimenti, quando canta “ogni scarrafone é bello a mamma soia”.
Ergo, sul quesito che mi sottoponete, non posso che avallare la tesi del professor Pieri quando parla di “fitness fos use”, ovvero in Italia diremmo di godibilità dell’uso di un prodotto. E a chi spetta dire se un prodotto è godibile, se non a chi lo consuma? Certo il suo sarà un giudizio soggettivo, tutt’altro che definitivo e men che meno avanzerà pretese per discettare di Qualità assoluta. Ma è la voce che più conta, assai più di quella del produttore.
Il cliente, si dice, ha sempre ragione, anche se non è vero. Ma è lui che sceglie e acquista e, di conseguenza, il venditore sa già che il vero protagonista del mercato è l’acquirente. Il produttore ha tutte le buone ragioni per parlare di Qualità, ma deve farlo con discrezione e oculatezza, senza pensare di sostituirsi di ruolo, dato l’evidente vizio di fondo della sua figura che sconfina con il fatidico conflitto di interessi. Vizio che resta anche quando il produttore è davvero un profondo intenditore di Qualità”.

L’opinione di Nicola Dante Basile, giornalista del Sole 24 Ore specializzato nelle questioni economiche legate al mercato dei prodotti alimentari e del settore vitivinicolo.

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