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Il presidente di Fedagri presenta il rapporto dell’Osservatorio

maurizio-gardiniE’ stato presentato il rapporto dell’Osservatorio della Cooperazione agroalimentare. Il nuovo piano di competitività, riassunto ai rappresentanti delle istituzioni da Maurizio Gardini, a nome delle organizzazioni cooperative agricole italiane, si articola in cinque punti: 1) favorire la concentrazione delle imprese e dei loro consorzi attraverso misure fiscali; 2) rilanciare lo sviluppo nelle aree del Sud, con la creazione di filiere interregionali; 3) sostenere le politiche di internazionalizzazione 4) contenere i costi d’impresa, specialmente per quel che riguarda il carico burocratico; 6) commisurare gli interventi finanziari, fiscali e contributivi al grado di gestione mutualistica e ai progetti di sviluppo.
Come ha sottolineato Gardini, infatti, “La crescita dimensionale delle cooperative è un obiettivo strategico, perché le analisi dimostrano che le imprese di maggiore ampiezza registrano indici migliori in termini di redditività, efficienza ed equilibrio economico – finanziario, oltre a risultare più competitive sui mercati consentendo più adeguate liquidazioni ai soci”.
La risposta del capo di Gabinetto del Ministero delle Politiche Agricole, Antonello Colosimo, non si è fatta attendere: “Il settore agroalimentare è di primaria importanza e il Ministero è impegnato in un’azione di sintesi tra la produzione e la distribuzione. Da un incontro con la distribuzione che si è tenuto ieri (13 giugno, Ndr) è emersa la volontà di un confronto non sterile ma concentrato su tre temi precisi che nevrotizzano e affliggono il settore: la regolarità dei pagamenti, la valorizzazione dei prodotti italiani e la promozione del made in Italy sugli scaffali della Grande Distribuzione”.
Di pari importanza la discussione circa la riforma della Pac, la Politica Agricola Comune, per la quale la Fedagri-Confcooperative vorrebbe una revisione dell’opzione Organizzazione dei produttori (Op), al fine di far diventare quest’ultima un punto di riferimento nella gestione delle Organizzazioni di mercato settoriali, attraverso una “estensione del modello ortofrutticolo agli altri comparti produttivi”. Una misura che, secondo Gardini, dovrebbe “premiare i produttori che vogliono aggregarsi per il mercato. È necessario che l’Unione Europea preveda che le aggregazione economiche dei produttori agricoli possano ricevere specifici sostegni, a prescindere dalla loro dimensione, per non condannare il settore ad un ruolo subalterno agli altri soggetti che hanno raggiunto forme di concentrazione molto elevate, come la Grande Distribuzione”.
Ad appoggiare la proposta di Gardini, anche Giovanni Luppi, presidente di Legacoop Agroalimentare, che ha proposto una grande tavola rotonda delle cooperative in autunno, nella capitale: “Per noi non fa differenza chi sia a sedere sulla poltrona di via XX Settembre. Consideriamo ciascun rappresentante un valido interlocutore, ma non ci sembra di ricevere lo stesso trattamento. Bisogna fare gli Stati generali dell’agricoltura, quella può essere un’occasione per riattivare il dialogo e impegnarci tutti per il settore”.
La risposta di Cosimo ha sottolineato l’impegno del ministero a Bruxelles sulla “linea Maginot” dei finanziamenti, per non scendere ulteriormente sotto il livello delle attuali sovvenzioni: “Il nostro Paese è in una condizione di credito, restituisce all’Europa più di quanto riceva. Allo stesso tempo, è totale anche l’impegno del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, al tavolo delle prospettive finanziarie per mantenere intatto l’importo dei finanziamenti”.

Per saperne di più: http://www.confcooperative.it/

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