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Riso Italiano, identità e futuro

Momento topico, la firma di un Protocollo d’Intesa per la valorizzazione del Riso Italiano, firmato dall’Ente Nazionale Risi, e l’Associazione Ambasciatori del Gusto. Un passo avanti nell’interesse del made in Italy.

L’iniziativa vuole puntare i riflettori sull’esigenza di valorizzare il riso italiano di qualità, prodotto fondamentale per l’agricoltura, l’economia e la tutela del patrimonio culturale e nasce in seguito all’entrata in vigore, nel gennaio scorso, della clausola di salvaguardia a tutela della filiera del riso nostrano, che reintroduce dazi sulle importazioni di riso dal sud-est asiatico.

Del problema si era occupato l’Ente Risi a partire dal 2013 e aveva coinvolto il Governo e gli europarlamentari raggiungendo questo risultato atteso grazie all’impegno degli imprenditori e delle associazioni di categoria.

Paolo Carrà, presidente Ente Nazionale Risi, ha spiegato, in occasione della firma del protocollo svoltasi presso l’hub internazionale Identità Golose Milano, grazie all’interessamento e incoraggiamento di Cristina Guidobono Cavalchini, titolare dell’azienda agricola Riso Buono, l’importanza della clausola di salvaguardia: “L’Italia è il primo produttore di riso dell’Unione Europea grazie anche alla continua attività di ricerca e innovazione che i nostri produttori e l’Ente Risi portano avanti con costanza e determinazione. La qualità del riso italiano è superiore e rappresenta un patrimonio inestimabile sotto il profilo agricolo, grazie alle pratiche di precision farming adottate dai nostri produttori, e culturale in quanto l’unico in grado di tramandare la tipicità delle ricette della tradizione italiana. Immerso in un sistema di mercato globale rischiava di perdere le sue potenzialità privandone i produttori italiani”. La clausola di salvaguardia non è, infatti, una barriera alle importazioni, comunque necessarie e auspicabili, ma è un limite alle speculazioni; consentirà di esplicitare chiaramente e in modo veritiero la classificazione e l’origine del prodotto; proporrà un’etichettatura chiara e veritiera.

“Obiettivo primario – ha auspicato Paolo Carrà – sarà fare sistema allo scopo di tutelare la filiera dalla volatilità dei prezzi e dall’ingresso di prodotti di origine poco controllata”.

Del resto, come ha ricordato l’Ambasciatore Luigi Guidobono Cavalchini, strenuo difensore dei valori espressi dal riso italiano: “Il riso è un prodotto strategico per il sostentamento dei popoli e l’agricoltura italiana merita le grandi battaglie che sempre si sono svolte in suo nome. Gli italiani sono stati i primi a dare al riso un’identità in cucina diversa dal ruolo di accompagnamento. La cucina italiana esalta il riso come pietanza ed esso merita di diventare competitivo anche attraverso le tecniche innovative di coltivazione che i nostri produttori mettono in atto”.

Il Protocollo d’Intesa per la valorizzazione del Riso Italiano è dunque una realtà che unisce l’Ente Nazionale Risi e l’associazione Ambasciatori del Gusto il cui presidente, Cristina Bowerman, ha espresso la soddisfazione dei soci per una collaborazione che non ha esitato a definire storica: “Dobbiamo difendere le nostre tipicità e il risotto è una specialità esclusivamente italiana, che solo col riso italiano è possibile eseguire correttamente. È importante che i cuochi imparino come si coltiva il riso per conoscerlo e imparare a utilizzarlo al meglio e, soprattutto, a farlo con cognizione di causa. Questo ci permetterà anche di comunicarne i valori al consumatore creando piatti con un’identità precisa e italiani”.

La firma del protocollo, momento storico secondo Bowerman, darà il via ad un calendario di  appuntamenti con Ente Risi che fornirà, in sede al centro di ricerca, la possibilità di incontri grazie anche a un’aula multimediale.

Scopo di ciò, la promozione e la divulgazione all’interno e all’esterno del nostro mercato. Gianluca De Cristofaro, membro degli Ambasciatori del Gusto e impegnato in questa iniziativa fin dai tempi di Expo 2015 quando seguì attivamente diversi progetti di sviluppo delle attività alimentari italiane tra cui la redazione della Carta di Milano, ha ribadito l’importanza di questo risultato per fare divulgazione, raggiungibile solo attraverso la conoscenza della storia, della scienza e della tecnica. “Il protocollo è un traguardo che ci permette di lavorare alla qualificazione del prodotto e che ci consente, con il supporto delle ambasciate italiane all’estero, di organizzare momenti di divulgazione preziosi. Il passo successivo, sarà fare rete intorno all’avvenimento e invitare tutti i produttori italiani a sottoscriverlo”.

Le principali associazioni di categoria italiane hanno dimostrato il loro appoggio al progetto e si sono impegnate a fare rete in modo che tutti i soggetti della filiera del riso ne possano beneficiare: Chic, Jre e Le Soste, presenti alla firma, ma anche Apci, Euro Toque e Fic hanno già manifestato tutto il loro interesse. Accanto a loro, erano presenti alla firma del Protocollo d’Intesa per la Valorizzazione e Promozione del Riso Italiano di Qualità, alcune aziende risicole come Acquerello, Azienda Agricola Falasco, Azienda Agricola Giovanni Testa, Gli Aironi, Principato di Leucedio, Riserva San Massimo, Riso Scotti e Tenuta Margherita.  

Un grande passo avanti per la risicoltura italiana di qualità, come ha espresso Cristina Guidobono Cavalchini: “Aver affermato, in comunione con tutti i protagonisti della Tavola di Milano, che l’Identità di Riso è una componente fondamentale del futuro del Made in Italy, mi ha riempito d’orgoglio e di entusiasmo, insieme siamo più forti, pensando e lavorando insieme il riso italiano deterrà sempre il primato della qualità”.  

Marina Caccialanza

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