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RISTORANTI APERTI, per guardare oltre il terremoto

ristoranti-aperti“Se non reagiamo subito, il rischio reale è che le multinazionali agroalimentari spostino la produzione all’estero, lasciando senza lavoro più di 20.000 persone.” Le parole accorate dello chef Marcello Leoni sono un brivido gelato che corre lungo la schiena: non si sta parlando di ipotesi, ma di una tra le conseguenze più gravi e serie del terremoto che ha ferito l’Emilia Romagna e la sua gente.

20.000 persone senza lavoro, come l’intera città di Cortona per dare una misura, fanno paura. E la paura, si sa, si vince solo in un modo: affrontandola. L’associazione “Chef to Chef emiliaromagnacuochi” lunedì 18 giugno scenderà in campo con il no-stop day “RISTORANTI APERTI”, un evento che, con questo nome, vuole essere sia un imperativo che un invito alla speranza; dalle 11 del mattino fino a tarda notte Marcello Leoni metterà a disposizione gli spazi del suo zaratan di vetro, la balena buona che ospita il Ristorante Leoni e la sua Osteria di Porta Europa, in Piazza de Mello 4 a Bologna, ai cuochi dell’associazione che, insieme agli enti sostenitori e a tanti produttori amici, credono che si debba e si possa fare qualcosa di concreto subito. “Questo incontro vuole essere il primo step di un progetto di intervento mirato, allo stesso tempo umile e ambizioso: testimoniare che si può uscire da un disastro come questo meglio di prima. Se ci si ferma, si perde tutti” ci ha raccontato Franco Chiarini, Segretario di Chef to Chef. I protagonisti del 18 giugno saranno cinque ristoranti storici situati nell’area colpita, da Il Rigoletto di Reggiolo (Reggio Emilia), che deve chiudere, al Don Giovanni di Ferrara che ha perso solo un comignolo, ma chiuderà perché le persone non ci vanno più: in mezzo Buriani di Pieve di Cento (Bologna), Osteria La Rosa di Sant’Agostino (Ferrara) e Osteria La Fefa di Finale Emilia (Modena). A loro andrà il ricavato della giornata, che vedrà alternarsi i cinque ristoratori affiancati dai cuochi di Chef to Chef, fino alla cena a più mani che concluderà la manifestazione.

“Ma non ci fermiamo qui” continua Chiarini. “La seconda fase mirerà, insieme ai cinque ristoratori maggiormente colpiti e alle associazioni che ci hanno dato ampia disponibilità, a estendere un tam tam di numerosi eventi sul territorio: vorremmo iniziare con un calendario di cene, magari da abbinare ad un paio d’ore di aggiornamento professionale, e continuare, già a partire tra una decina di giorni, indicando possibili occasioni di lavoro per il personale temporaneamente inattivo e promuovendo l’acquisto dei prodotti dei ristoranti chiusi. A queste si aggiungeranno altre idee, in un work in progress agile e flessibile che aiuti tutti, ristoratori, consumatori, turisti, cittadini, produttori, aziende, a vincere la paura.”

“Le persone hanno perso tanto di tutto, e serve l’aiuto di tutti” aggiunge Marcello Leoni. “A partire dalle cose più semplici, come l’acqua, l’olio, la pasta, il riso. Vogliamo raccogliere quanto più riusciremo”, costituendo un mercatino del nuovo, anziché dell’usato. La giornata sarà realizzata in collaborazione con Slow Food Emilia Romagna, l’Accademia Italiana della Cucina, AIS Emilia Romagna, Jeunes Restaurateurs D’Europe, Le Soste, Unione Ristoranti del Buon Ricordo, Modena a Tavola, Unione Italiana Ristoratori e  Il lavoro dei Contadini. Ad oggi sono una ventina le aziende che offriranno i propri prodotti: per aderire si è ancora in tempo, come per confermare la propria partecipazione alla cena, con un’offerta minima di 125 euro.

Per saperne di più scrivere a: direzione@marcelloleoni.it oppure a info@cheftochef.eu

Alessandra Locatelli

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