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Dal SANA emerge un biologico in buona salute

agricoltura-biologicaL’appuntamento tradizionale con il mondo del biologico, il SANA di Bologna,  si è concluso da pochi giorni e ha rilevato lo stato di salute del settore sintetizzato dalle parole di Mario Catania, ministro delle Politiche Agricole che ha commentato l’analisi Ismea presentata nei giorni del Salone.
“Il biologico si conferma un comparto capace di andare in controtendenza e crescere nei momenti di crisi anche nel mercato interno. L’incremento dei consumi del 6% registrato nel primo semestre del 2012 dimostra come gli italiani scelgano sempre di più e con fiducia il prodotto bio. Si tratta di un settore che vale 3 miliardi di euro e che ha delle potenzialità ancora inespresse per la nostra agricoltura. Tre famiglie su quattro ormai acquistano prodotti biologici, si tratta di una tendenza sempre più radicata che è entrata nelle abitudini alimentari degli italiani a cui dovremmo rispondere con una maggiore offerta di prodotto nazionale.”

I dati Ismea si integrano a quelli elaborati dal SINAB – Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica, da cui risulta che gli operatori del settore sono 48.269 di cui: 37.905 produttori esclusivi; 6.165 preparatori (comprese le aziende che effettuano attività di vendita al dettaglio); 3.906 che effettuano sia attività di produzione che di trasformazione; 63 importatori esclusivi; 230 importatori che effettuano anche attività di produzione o trasformazione.

La superficie interessata, in conversione o interamente convertita ad agricoltura biologica, risulta pari a 1.096.889 ettari, con un decremento rispetto all’anno precedente circa dell’1,5%. I principali orientamenti produttivi sono i cereali, il foraggio e i pascoli. Segue, in ordine di importanza, la superficie investita ad olivicoltura.

I dati al consumo per i prodotti biologici, secondo le rilevazioni dell’Ismea, continuano a registrare progressi. L’anno scorso gli acquisti delle famiglie italiane nella Gdo erano cresciuti del 9%. E nel primo semestre 2012 è proseguito il trend positivo in atto da oltre un quinquennio, con un incremento della spesa bio del 6,1% rispetto alla prima metà del 2011. L’analisi sottolinea poi che i consumi di prodotti biologici sono cresciuti a un tasso più sostenuto negli anni della crisi (+7,8% nella media annua) che in quelli precedenti alla recessione del 2008-2009 (+3%).

Il biologico italiano vale, al consumo, circa 3 miliardi di euro. Con questi numeri il nostro Paese è quarto nella graduatoria europea, dietro Germania, Francia e Regno Unito, e sesto a livello mondiale.
Ismea registra anche la crescita del numero degli acquirenti, stimando che, nell’ultimo anno, almeno il 75% delle famiglie hanno acquistato almeno un prodotto biologico.

Alla fotografia Ismea si aggiunge quella tracciata da un’indagine Nomisma, commissionata dall’Osservatorio Sana, sulla figura del consumatore di prodotti biologici: laureato, benestante, residente nel centro o nel nord, con un bimbo di meno di 12 anni; il suo carrello della spesa prevede almeno il 50% di prodotti bio.

“Il biologico è una parte importante del nostro sistema qualità. Siamo leader a livello produttivo in Europa, con oltre un milione di ettari dedicati all’agricoltura biologica e con quasi 50.000 operatori. Si tratta di un comparto che può ancora crescere, perché c’è una domanda sempre più qualificata a livello nazionale ed internazionale. Siamo fortemente impegnati, insieme a tutto il sistema di controllo e certificazione specifico per il biologico, per aumentare le garanzie sulla qualità delle produzioni biologiche. A giorni infatti, tra le diverse misure che abbiamo messo in campo, diventerà operativa l’informatizzazione per la gestione dei dati di settore, che semplificherà il carico burocratico per le aziende e migliorerà l’efficacia dei controlli” rimarca il ministro Catania.

Luigi Franchi

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