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Sempre più bio e DOP nell’agricoltura italiana

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È un settore in chiaroscuro quello che emerge dall’Annuario dell’Agricoltura Italiana 2013, presentato nei giorni scorsi a Roma dall’Istituto Nazionale di Economia Agraria (Inea). Come sottolinea, infatti, il commissario straordinario Giovanni Cannata, “Nonostante abbia segnato una fase di moderata ripresa per l’agricoltura nazionale, il 2013 pone in luce la presenza di preoccupanti aree di fragilità, che meriterebbero una maggiore attenzione e la messa in campo di interventi più incisivi. Tra queste si possono citare: le questioni connesse al lavoro, le difficoltà di accesso al credito e alla terra e la maggior fragilità dell’attività agricola in termini di redditività”.
Numeri alla mano, dopo l’andamento recessivo del 2012, il 2013 ha confermato il ruolo anticiclico di agricoltura, silvicoltura e pesca, con una produzione agricola in senso stretto pari a oltre 52.500 milioni di euro (+3,6% in valori correnti e + 6,2% di valore aggiunto). A crescere (del 5%) è stato pure l’export di prodotti agro-alimentari, ma anche l’import, che ha messo a segno un +3%.
Nonostante la contrazione dell’economia e della domanda nazionale, il fatturato dell’intero sistema agro-industriale ha registrato un aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente, attestandosi su 132 miliardi di euro. D’altro canto, però, la contrazione dei redditi delle famiglie, dovuta alla riduzione del potere d’acquisto e alla flessione dei salari reali, ha portato a un calo dei consumi (-0,9% a valori correnti e -3,5% a valori concatenati per la spesa di alimentari e bevande non alcoliche), mentre i prezzi sono cresciuti del 2,4% rispetto al 2012.
Anche nel 2013, poi, si sono evidenziati segnali di cedimento per il mercato della terra, con una riduzione dello 0,4% del prezzo dei terreni agricoli, mentre il contenimento del credito ha messo in difficoltà le imprese, e l’occupazione ha registrato un calo di circa 54mila unità (-4,2%). In questo scenario, il dato più incoraggiante è rappresentato dalla significativa crescita dell’agricoltura biologica, che ha conosciuto un incremento del 13% delle superfici dedicate (certificate e in conversione), pari a 1,3 milioni di ettari (oltre il 10% della complessiva superficie agricola utilizzata). All’interno, poi, delle attività di diversificazione, un posto di rilievo è stato conquistato nel 2013 da agriturismo e turismo rurale, che vantano un fatturato di 902 milioni di euro (+2%) e un interessante sviluppo sia dal punto di vista dell’offerta (+4% del numero di posti letto rispetto al 2012), che dell’affluenza, con oltre 2,4 milioni di presenze.
Infine, l’Italia continua a mantenere la fetta più consistente del registro dei prodotti DOP e IGP dell’UE, segnando un ulteriore incremento delle registrazioni, che sono ora 264. Il nostro Paese si colloca al primo posto in Europa anche con riferimento al numero di registrazioni di vini DOP, 405 tra DOCG e DOC, con superfici investite di circa 338mila ettari. La produzione di vino DOP, attestatasi nella vendemmia 2013 a quasi 17,4 milioni di ettolitri, rappresenta sempre più una quota rilevante del vino complessivamente prodotto in Italia (quasi il 40%); se a questa si aggiunge anche quella del vino IGP (15,8 milioni di ettolitri) si giunge a una produzione certificata pari a oltre il 70% di quella complessiva.

Mariangela Molinari

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