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Sprechi agroalimentari fotografia impietosa

Il recente dossier realizzato da Last Minute Market fotografa una realtà impietosa: il 3% del prodotto interno lordo italiano finisce nella spazzatura, con conseguenze nocive per l’intero sistema. Il dossier è il risultato di uno screening lungo tutta la catena agroalimentare, dove a contendersi il primato degli sprechi sono il settore primario, con una perdita di  3.761.821.536 euro (3,3% della produzione agricola rimane in giacenza sul campo) e quello secondario, con 1.841.827.000 euro di perdita netta. La sola carne inutilizzata ammonta al 9% dello spreco totale (244.252 tonnellate).

sprechi-consumi

Non sono esenti i consumatori: ogni italiano butta, ogni anno, 27 chili di cibo ancora commestibile nel secchio della spazzatura, per un totale di 585 euro a famiglia. Questa indagine, condotta da Adoc, è stata volutamente limitata ai soli rifiuti “casalinghi”, escludendo gli avanzi delle mense aziendali, ospedaliere e scolastiche, e i buffet di ristoranti e grandi alberghi.

Secondo lo studio, nelle discariche finiscono ogni giorno 4 mila tonnellate di alimenti freschi tra latte, uova, formaggi e yogurt (39%), pane e pasta (15%), carne (18%), frutta e verdura (12%). In Italia, complessivamente, si cestina una quantità di cibo che potrebbe soddisfare i fabbisogni alimentari di circa 44,5 milioni di abitanti.

I dati, raccolti nel Libro Nero dello spreco alimentare in Italia, hanno fatto suonare più di un campanello d’allarme, se si pensa che la Dichiarazione europea sullo spreco alimentare prevede una riduzione del 50% degli sprechi entro il 2025.

 

Per saperne di più: www.lastminutemarket.it

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