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Le stelle si incontrano e discutono di comunicazione

stelle-barolo3“L’innovazione non è un valore se non mi consente di arrivare a ricavare qualcosa di più di ciò che è stato fatto finora”. Ad affermarlo, nel convegno organizzato a Barolo da Terre da Vino in occasione della terza edizione di Le Stelle si incontrano,  è il realista Enzo Vizzari, direttore della guida dell’Espresso,  che non svicola dalla sollecitazione di Sebastiano Barisoni, caporedattore news di Radio 24, se ci sono colpe imputabili al giornalismo specializzato in enogastronomia nel fare comunicazione di settore.
La chiarezza sul tema dell’innovazione si integra con quella sulla cucina d’artista: “L’arte è un ‘opera unica e irriproducibile. Il cuoco non può, di per sé, essere definito artista. Il cuoco è colui che crea un buon piatto ripetibile, da lui e dal suo staff. Diventa più corretto parlare di cuoco artigiano. Forse abbiamo sbagliato proprio qui: nella mitizzazione di alcune figure. Sicuramente l’errore più grave è stata ed è la contiguità, il parlar bene in cambio di una o più cene”.

Una recensione in cambio di un pasto caldo è un’abitudine pessima, ci sono veri e propri professionisti di questa formula, complici quei terrificanti educational tour a cui si sottopongono, pagando fior di euro, molte realtà territoriali, in particolare gli enti pubblici o parapubblici come consorzi o strade del vino.
A questo si aggiunge la crescita esponenziale dei blogger, nuova frontiera su cui si stanno scatenando più o meno tutti, creando figure osannate e corteggiatissime che denota il limite vero del settore: il buon senso della misura!

Ma come si domina il fenomeno, si è chiesto Sebastiano Barisoni, citando alcuni episodi, tra cui la strategia che gli hotel in Scandinavia stanno applicando: uno sconto del 10% agli ospiti che scrivono una recensione positiva su Tripadvisor.
“Non si domina il tema – ha risposto Carlo Vischi, il “re dei social-network” come l’ha definito Barisoni – semplicemente è cambiato il modo di comunicare e il rischio concreto che stanno correndo i ristoratori è non conoscere e non utilizzare le nuove forme di comunicazione. È vero, l’effetto può essere devastante, sia in negativo che in positivo. E se il ristoratore non accelera la sua conoscenza, gestendo al meglio il suo sito internet, facendo un giro almeno una volta alla settimana su internet per capire cosa dicono di lui, rispondendo alle critiche e ai giudizi, il rischio di non capire come mai si ritrova in difficoltà”.

Il dato, purtroppo, è che il mondo della ristorazione nel suo complesso, utilizza il web solo per una quota del 10% circa; non accetta prenotazioni online; la risposta ad una mail impiega mediamente tre giorni. Mentre, dall’altra parte, il cliente scrive ormai tutto e dappertutto. Forse, come dice Beppe Severgnini, bisogna cominciare a cambiare il nome alla professione giornalistica.
Inoltre sta aumentando il gap tra chi fa comunicazione su carta e chi scrive sul web sia in termini numerici, sia in manicheismo dei contenuti. Chi vincerà la guerra in atto? Il sorriso di Carlo Vischi, a chiusura del convegno, è emblematico.

“Il problema non è chi vincerà la guerra  tra web e carta stampata. Vince chi sa scrivere bene e meglio” è la pragmatica considerazione di Francesco Chiaramello, direttore vendite per il canale horeca dell’azienda Terre da Vino. Un’opinione condivisa. Forse anche noi, al pari degli chef, dovremmo chiederci cosa vuole il lettore.

Luigi Franchi

3 giugno – le puntate precedenti le trovate a questi link:
http://www.ristorazionecatering.it/novita-alimentari/stelle-incontrano-barolo/

http://www.ristorazionecatering.it/novita-alimentari/stelle-incontrano-discutono-managerialita/

Foto: Ezio Zigliani

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