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Turismo in calo: ora serve investire in promozione

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Il 2014? Per il turismo è stato un anno a ‘corrente alternata’, archiviato con un un’ulteriore flessione sia dei fatturati che del numero di occupati. È lo stesso Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, a commentare in questi termini il consuntivo del sistema turistico-alberghiero italiano, in cui i turisti stranieri hanno fatto registrare un incremento dell’1,5% delle presenze in albergo, consolidando un risultato pari a +6,8% negli ultimi tre anni, mentre la domanda italiana, pur in timida crescita (+0,6%), è rimasta saldamente attestata sotto i livelli del 2011. “La clientela straniera, però – evidenzia Bocca –, non si distribuisce omogeneamente su tutta la Penisola e, di conseguenza, desta particolare preoccupazione la condizione di profonda sofferenza delle località che si rivolgono in prevalenza al mercato interno”.
Sul fronte dell’occupazione la flessione dell’1,7% è il frutto del -3,2% di lavoratori a tempo indeterminato e del -0,2% di quelli a tempo determinato, che dimostra come l’impossibilità delle aziende di programmare gli investimenti si ripercuota inevitabilmente anche sulla consistenza degli organici.
I trend rilevati da Federalberghi trovano conferma anche in altri autorevoli osservatori come Bankitalia, che nel periodo gennaio-ottobre 2014 ha registrato un +3,3% delle spese dei viaggiatori stranieri nel nostro Paese, e l’Istat, che nei primi nove mesi dello scorso anno ha rilevato un’ennesima diminuzione del fatturato dei servizi di alloggio (-0,2%), tanto più preoccupante se si considera il -2,7% registrato nel terzo trimestre 2014: proprio quello che comprende la stagione estiva, in cui si concentra la parte più consistente del giro d’affari del settore.
Ma ancora non è tutto, perché, come sottolinea lo stesso Bocca, “mentre i ricavi calano, i costi aumentano, con la progressiva crescita della pressione fiscale, che assume un peso opprimente, accanendosi su imprese in perdita, costrette a indebitarsi per pagare tasse e contributi. Il caso eclatante del comune di Roma, che programma di portare a 10 euro a notte la tassa di soggiorno, la dice lunga sulla follia di un sistema che, anziché incentivare l’arrivo e la permanenza dei turisti, che portano ricchezza al Paese, li scoraggia con l’applicazione di gabelle, invogliandoli a dirigersi verso altre destinazioni concorrenti, che non applicano questa tassa o la mantengono a un livello molto più basso”.
In questo scenario diventa quindi prioritario investire in promozione, tanto più che il 2015 si apre sotto il segno di Expo, un appuntamento al quale è importante che l’Italia si presenti forte e coesa, per trasmettere l’immagine di un Paese efficiente e ospitale, e rafforzare così il suo appeal anche per il futuro. “Confidiamo in un contributo positivo dell’area del dollaro – conclude Bocca –, sotto la spinta del tasso di cambio favorevole, mentre purtroppo una notevole contrazione si sta registrando sul mercato russo. E auspichiamo la celere definizione dei provvedimenti attuativi previsti dal decreto turismo, che il Governo avrebbe dovuto adottare da mesi: strumenti utili anche se non sufficienti per sostenere la riqualificazione delle strutture turistiche e lo sviluppo del settore”.

Mariangela Molinari

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