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“Tutti pazzi in città”: nove trattorie si incontrano a Faenza

Chi di noi non ha almeno un ricordo legato ad un pranzo conviviale in trattoria? Da bambini, quando con papà, mamma, nonni, zii, fratelli e cugini, ci bastava scorrazzare correndo tra un tavolo e l’altro, tra il piatto di salumi misti con giardiniera e i tortelli, per essere felici. O quando, da grandi, siamo tornati con una bella persona a bere una scodella di vino genuino e a dividere un risotto e una fetta di crostata, mangiando dallo stesso piatto e sorridendo delle cose piccole e belle e vere della vita. Oppure quando ci abbiamo portato nostro figlio, o nostro nipote, e davanti a un piatto di pesciolini fritti abbiamo parlato di cosa conta al mondo, di obiettivi e di sogni, e abbiamo sorriso constatando che entrambi sono senza tempo.

State ricordando? Allora scegliete la giusta compagnia, prendete la macchina, il treno o la corriera e venite a Faenza. Per tre giorni, dal 6 all’ 8 settembre, il centro storico sarà una trattoria a cielo aperto, un lungo ideale tavolo di 400 posti a sedere che unirà 9 trattorie italiane, dal Friuli alla Sardegna, all’insegna della valorizzazione della cucina popolare, quella con cui siamo cresciuti.

L’idea appartiene a Giorgio Melandri (in fotografia) giornalista e curatore della prima edizione di questo evento a cui ha dato un nome che ci piace molto, “Tutti pazzi in città”: a crederci sono stati Faenza Fiere, il Comune di Faenza, la Cabina di Regia (il gruppo di lavoro che coinvolge le associazioni di categoria Confcommercio, Confesercenti, CNA e Confartigianato ed il contributo della Camera di Commercio di Ravenna) e Francesco Carugati, direttore di Confcommercio Faenza e presidente di Faenza Fiere, che ha fortemente cercato il coinvolgimento di tutti e di tutta la città.

Da venerdì a domenica, dalle 18.30 alle 23.30, prendete posto in piazza Nenni (ex Molinella): su ogni tavola l’acqua minerale “Levico” e il pane QC dei panificatori Faentini, e nei piatti ogni giorno le creazioni di tre trattorie e il vino di 30 aziende romagnole, oltre a quelli selezionati dalle trattorie stesse: ognuno riceverà il calice RCR world’s best personalizzato, il nuovo bicchiere progettato con la collaborazione del campione del mondo dei sommelier Luca Gardini, un catalogo-cartina di Tutti pazzi in città, una tracolla porta calice e 5 contromarche degustazione (costo 5 euro).

Tante e tutte interessanti le iniziative enogastronomiche, musicali e culturali collaterali, consultabili sul sito web http://www.tuttipazziincitta.it/.

E le trattorie? Conosciamole più da vicino.

Da Amerigo 1934 – Savigno (Bologna), con Alberto Bettini. Il concetto di trattoria come luogo di cultura per antonomasia. Carlo Petrini l’ha definito “piccolo tempio della gastronomia italiana”, l’anno prossimo festeggerà 80 anni di cucina fatta di ciò che il cortile, il pollaio, l’orto, i campi ed i boschi offrono. A Faenza propone:
UOVO AL TARTUFO SCORZONE CON PATATE NUOVE SCHIACCIATE E RAGU’ DI FUNGHI MISTI SPONTANEE.
LASAGNA VERDE AL FORNO CON RAGÙ DI SELVAGGINA DELL’APPENNINO E PASSATA DI ZUCCA
Info: http://www.amerigo1934.it

Locanda Devetak – San Michele del Carso (Gorizia), con Avgustin Devetak. Da sei generazioni è in luogo simbolo della storia d’Italia, una “locanda ai confini di tutto” dice Avgustin, che insieme alla moglie ha recuperato e tramanda le ricette di confine che abbinano la tradizione locale friulana a quelle mediterranee, italiane, slovene e tedesche. A Faenza propone:
LA SUPETA (SPEZZATINO DI GALLINA  DISOSSATA) ALLA MAGGIORANA CON I MLINCI (PASTA ABBRUSTOLITA E LESSATA) CON IL SUO SUGO IN RIDUZIONE.
GNOCCHI DI PASTA LIEVITATA CON RAGU’ DI CONIGLIO E  TACCHINO CON ERBE E   VERDURE DEL NOSTRO ORTO  (PIATTO DELLE TRATTORIE)CON LATTERIA CARSO
Info: http://www.devetak.com

Al Convento – Cetara (Salerno) con Pasquale Torrente. Se oggi conosciamo il sapore inconfondibile e prelibato della Colatura di Alici di Cetara, il merito è anche suo, che ha recuperato questa antichissima produzione della Costiera Amalfitana e l’ha resa uno dei prodotti caratteristici della sua cucina. A Faenza propone:
ZITE SPEZZATE CON GENOVESE DI TONNO
PARMIGIANA DI PESCE AZZURRO
Info: http://www.alconvento.net

La Vecchia Marina – Roseto degli Abruzzi (Pescara) con Giovanni e Gennaro d’Ignazio. Una trattoria di mare a conduzione familiare, fedelissima al miglior pescato dell’Adriatico, lavorato con mano leggera in cucina e fondendo le tradizioni marinare con la curiosità contemporanea. A Faenza propone:
SPAGHETTI VERRIGNI CON LE VONGOLE, OLIO DOP TERAMANO, AGLIO ROSSO DI SULMONA E MAGGIORANA
FRITTO MISTO DI PARANZA
Info: http://www.ristorantevecchiamarina.com

Su Carduleu – Abbasanta (Oristano) con Roberto Serra, che ha lasciato le brigate dei grandi alberghi di lusso, la Costa Smeralda e gli chef blasonati per tornare nel suo piccolo paese e dedicarsi alla trattoria di famiglia. A Faenza propone:
MACCARRONES DE PODDIGHE CON SALSICCIA E PECORINO
“ANZONEDDU A CASSOLA” CON PATATE E PANE PISTOCCU
Info: http://www.sucarduleu.it

Da Peppe – Rotonda (Potenza) con Peppe De Marco, che insieme alla moglie Angela e in sala le due figlie Antonella e Flavia, guida questa trattoria immersa nel Parco nazionale del Pollino, il più esteso d’Italia, la patria della melanzana rossa di Rotonda Dop che guarda caso figura nella proposta gastronomica di Faenza:
MINESTRA DI PATANE E VAIANE
SPACCATELLE AL FILETTO DI MELANZANE ROSSE E CACIOCAVALLO PODOLICO

Osteria del Mirasole – San Giovanni in Persiceto (Bologna) con Franco Cimini, lo “chef macellaio” per il recupero delle tradizioni contadine e la sua ossessione anti spreco di usare ogni parte dell’animale e ogni cosa ci sia nel cortile. A Faenza propone:
LASAGNA DI ORTICHE CON ANTICO RAGÙ DEL CORTILE
BUE… QUARTO E QUINTO QUARTO
Info: http://www.anticaosteriadelmirasole.it

L’Arcangelo – Roma con Arcengelo Dandini, l’ “archeologo della memoria della cucina” perché con lui si compie un viaggio indietro nei secoli (da Apicio alla cucina ebraico-romanesca, dalle tecniche rinascimentali all’autentica cucina “fusion” Testaccina – crocevia degli immigrati delle regioni vicine al Lazio). A Faenza propone:
SUPPLIZIO (OVVERO SUPPLI’ DI RISO ALLA ROMANA E CREMA FRITTA, ERBE SPONTANEE E MESCOLA DI PECORINO, ZUCCHERO E CANNELLA
PENNONI DI GRANO DURO, RAGOUT DI CODA ALLA VACCINARA, E FRUTTA SECCA

La Bandiera e l’Osteria La Corte, Civitella Casanova (Pescara) con la famiglia Spadone.  Marcello Spadone e i suoi figli si muovono agilmente tra le cucine del ristorante stellato La Bandiera e la nuova Osteria La Corte: un luogo dove esercitare una cucina di tradizione e territorio. A Faenza propongono:
PAPPARDELLA ALLO STRACOTTO D’ANATRA
NOCETTE D’AGNELLO POMODORINI SECCHI E PINOLI
Info: http://www.labandiera.it

Ci vediamo a casa, ops, a Faenza.

Alessandra Locatelli

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