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Un ricordo di Bartolo Ciccardini

Ci ha lasciato la scorsa notte, Bartolo Ciccardini, politico di lungo corso, deputato e sottosegretario in diversi governi ma soprattutto acuto osservatore della situazione politica e sociale del nostro Paese. Abbiamo avuto l’onore di conoscerlo a fondo e di averlo come  opinionista nella nostra testata Italytosavour.com. In veste di presidente dell’Associazione Ciao Italia nonchè come presidente onorario dei Ristoranti italiani nel mondo era oltre modo un attento cultore di enogastronomia.

Bartolo ha creduto  nel nostro progetto  Italytosavour.com fin dall’inizio e lo ha voluto sostenere assieme a noi  perché diceva:  “una rivista che scrive di cibo di qualità per gli italiani nel mondo, non può che essergli di stimolo per farli sentire più vicini al loro paese e sopratutto non fa dimenticare loro quanto è grande la nostra cucina”.

Bartolo Ciccardini ha costituito Ciao Italia, la prima associazione di ristoratori italiani nel mondo spendendo molte delle sue energie per  dare visibilità ai tanti ristoratori che dall’estero chiamano l’Italia ad essergli più vicina e attenta. Nel suo costante e infaticabile impegno come precursore nel capire quanto era importante la nostra ristorazione nel mondo, oltre nel valore e nel simbolo come bandiera, la ristorazione è più che mai cruciale sotto il profilo commerciale ed economico nel sostenere le nostre esportazioni.
Bartolo Ciccardini non ha mai dimenticato in tutto questo il fattore umano e il valore dell’uomo come della famiglia.  Spesso diceva che gli italiani all’estero grazie alla cultura che si portano dietro e al lavoro che fanno, a maggior ragione se in ciò vendono l’immagine dell’Italia e i suoi prodotti, diventano per forza tanti ambasciatori del “made in Italy”.

Bartolo ci ha lasciati con un’amarezza che non sapeva o non voleva nascondere: non sono bastati i suoi sforzi e le sue battaglie nel cercare di cambiare questa Italia. Quello che ha fatto e scritto, a volte incalzato da noi come si legge nel suo ultimo articolo che sta per essere pubblicato, è purtroppo un ultima conferma. Esce una immagine del nostro Paese e di quello che siamo. Spesso lamentava questa forza del  “disfare” che opprime il “fare”,  il malcostume e la disonestà che prendono sopravvento. Il danno provocato da chi per incompetenza o spesso per cialtroneria occupa incarichi che non dovrebbe occupare.

Ultimamente gli abbiamo chiesto cosa si può e si deve fare per uscire da questa crisi che sta terribilmente colpendo il nostro Paese e soprattutto i giovani. Lui era molto sensibile al tema giovanile, al dramma che stanno passando le giovani generazioni che non trovano lavoro e si vedono costrette a emigrare,  e non sempre per fare gli chef nei ristoranti alla moda, ma per guadagnarsi il pane e accontentarsi di lavori anche umili. E per lui non importava trovarsi a Londra o a Campobasso, un lavoro  se è umile tale rimane e non lo rende nobile il luogo. Il dramma che tormentava Bartolo e ce lo ricordava ogni volta che ci sentivamo nelle sue lunghe e profonde analisi , era il malessere dell’Italia dovuto ai tanti cattivi esempi che si stanno dando nel Paese e, come lui ci ha testimoniato, come fatto recente, il caso di corruzione all’Expo. Tuttavia lui non ci lasciava mai senza un filo di speranza, il suo animo cattolico usciva sempre e ci esortava a fare del nostro meglio e a credere che il bene vincerà sul male comunque e ovunque.

 

Roberto Martinelli

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