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Una sera in viaggio tra orti e porti con Domenico Cilenti

Felice titolo per un invito a cena, intrigante il gioco di parole “tra orti e porti”, ma, in effetti, se si pensa alla Puglia, ai suoi 850 km di costa e ai 60 milioni di ulivi, bastano questi due dati per riconoscere a questa regione un primato difficilmente eguagliabile.
L’appuntamento era da Moyé, nome di un bistrot che è un’espressione dialettale che sta a significare “adesso, ora!” più che un invito, un imperativo esortativo, affinché si goda il momento, quello che c’è, intendendo, in particolare, quello che il territorio ci offre secondo la stagione che stiamo vivendo.

Abbiamo chiesto a Domenico Cilenti, membro tra l’altro del gruppo Chic (www.charmingitalianchef.com), cosa significhi rappresentare una Regione che ha una lunga tradizione gastronomica e un esercito di appassionati, equamente divisi tra emigranti di prima, seconda e terza generazione, ma ben legati al territorio d’origine e amanti di quell’angolo d’Italia per motivi legati a vacanza o per il piacere di gustare grandi prelibatezze.
Cilenti è convinto che proprio su quella solida tradizione possa nascere un nuovo modo di intendere la cucina pugliese, piatti che riportano alla memoria sapori rassicuranti, ma con forme e abbinamenti nuovi, insoliti, intriganti.

Lui e molti suoi colleghi, tra i quali citiamo Angelo Sabatelli, Teresa Buongiorno, Maria Cicorella, Sebastiano Lombardi, Gegè Mangano, Michele Rotondo, rappresentano l’avanguardia di un fenomeno interessante che fa di questa Regione un riferimento da seguire. Questi professionisti sono consapevoli che un pezzo di tradizione del sud possa esser rinnovata, attualizzata, resa adeguata al nuovo modo di consumare che le attuali generazioni prediligono, proponendo una cucina semplice, alla portata di tutti, ma con quel tocco in più che è la sintesi un un grande prodotto e di una altrettanto grande professionalità.

Aldo Palaoro

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