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Uso e abuso di alcool

Sono i giovanissimi e le adolescenti le categorie più a rischio per abuso di alcool. Mentre in Italia, secondo il recente rapporto Istat “Uso e abuso di alcool”, rispetto al 2011, diminuisce sia la quota dei consumatori giornalieri non moderati di alcol (dall’8,4% al 7,5%) sia quella degli habitué del binge drinking (dal 7,5% al 6,9%), restano preoccupanti le tendenze all’alcool-dipendenza da parte dei minori.

L’Istituto Superiore di sanità evidenzia che sono 300.000  i minori italiani che si possono considerare a rischio, pari al 7,3% della popolazione italiana. Analizzando in profondità si scopre che l’iniziazione all’alcool inizia prestissimo: il 70% degli under 14 consuma almeno una bevanda alcolica all’anno e il 12% è già a rischio. Ma il dato davvero allarmante, oltre ad essere la generazione più precoce in tutta Europa, riguarda le modalità di consumo che avvengono,per i giovani, troppo spesso lontano dai pasti e, in molti casi, sostituiscono l’assunzione stessa di cibo.

“Questa, purtroppo, è una delle caratteristiche dell’alcolismo giovanile – afferma Emanuele Scafato, presidente della Sia (Società italiana alcologia) – dove la quota di 14-17 enni che consuma alcol fuoripasto è già al 18,8%”.

Allargando lo sguardo, l’alcol è responsabile del 9% della spesa sanitaria nei Paesi europei, uno dei maggiori fattori di rischio per la salute dell’uomo, e una delle principali cause di mortalità. Sono otto milioni gli italiani che hanno problemi con l’alcol e che avrebbero bisogno di un supporto sanitario, ma metà dei medici di base non ha ricevuto insegnamenti adeguati per riconoscere i pazienti a rischio. Nel 2011, in Italia il 23,9% degli uomini e il 6,9% delle donne presentano caratteristiche di rischio che richiederebbero l’intercettazione precoce e l’intervento dei medici. Solo il 31,9% dei medici dichiara di avere dimestichezza con gli strumenti di screening per la individuazione precoce del consumo rischioso e dannoso di alcol.

I danni provocati dall’alcol producono effetti non solo sul bevitore ma anche sulle famiglie e sul contesto sociale, a causa di comportamenti violenti, abusi, abbandoni, perdite di opportunità sociali, incapacità di costruire legami affettivi e relazioni stabili, invalidità, incidenti sul lavoro e stradali. Si impone un controllo sociale che troppo spesso non esiste, a cominciare dai nuclei familiari. Iniziare a consumare alcool in giovanissima età porta a sviluppare una tolleranza maggiore e adottare comportamenti verso la ricerca dello sballo che fanno affermare che l’alcool può essere considerato alla stregua di una droga ponte verso sostanze ancor più pericolose.

 

Luigi Franchi

 

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