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Vino: il mondo ci chiede il meglio

Il vino italiano piace all’estero, ma solo se considerato rappresentativo della qualità e dello stile di vita del nostra Paese.
Si possono interpretare così le elaborazioni Ismea dei dati Istat relativi all’export per il 2012. In termini quantitativi, i vini DOC e DOCG si sono mantenuti stabili, sono aumentate del 2% le vendite di spumanti mentre sono calate pesantemente quelle del vino comune, registrando un -20% rispetto al 2011.
Sommando le cifre, il giro di affari legato all’export vinicolo italiano sarebbe aumentato dell’8,2% nel 2012, confermando l’Italia al primo posto mondiale per i quantitativi esportati, mentre i volumi sarebbero scesi a – 8,4% a causa degli alti prezzi unitari e del crollo produttivo, dei vini sfusi in particolare.
A fare da traino positivo è l’incrollabile sete d’Italia di Usa e Canada ma soprattutto di Cina e Giappone, mentre i mercati europei, in particolare quelli di Germania e Regno Unito, invertono la tendenza.

Il messaggio per le aziende vitivinicole è chiaro: investire in qualità costante, ma anche lavorare di comunicazione lontano, verso aree del mondo in cui si chiede all’Italia non solo di più, ma il meglio.

Alessandra Locatelli

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