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Vivi la Giornata Nazionale Mangiasano

Oggi è la Giornata Nazionale Mangiasano, ideata dall’associazione VAS – Verdi Ambiente e dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, giunta all’ottava edizione, e in tutta Italia sono oltre trenta le iniziative di sensibilizzazione verso il problema più serio dell’agricoltura italiana: l’avanzata del cemento che solo negli ultimi vent’anni ha divorato più di due milioni di ettari coltivati. Uno “scippo” di suolo agricolo che procede a ritmi vertiginosi: 11 ettari l’ora, quasi 2000 alla settimana e oltre 8000 al mese, calpestando quotidianamente paesaggio, tradizioni e qualità del cibo. Ma a rischiare più di tutti le conseguenze di questo “furto” sono gli oltre 5000 prodotti “tradizionali”, che sono la spina dorsale dell’enogastronomia italiana, ma che non godono delle tutele proprie dei marchi di qualità.  “Siamo convinti – afferma il presidente nazionale dei VAS, Guido Pollice– che il futuro passi per un’agricoltura ecologica, capace di tutelare l’ambiente e di offrire prodotti sani ai cittadini. É per questo motivo che anche quest’anno, in occasione della nostra Campagna Mangiasano, portiamo al centro dell’attenzione problematiche che mettono a rischio il lavoro di qualità di tanti agricoltori e artigiani italiani. Ci siamo resi conto che gli stessi prodotti tipici, che sembrano una nicchia tutelata, in realtà sono minacciati da tante insidie, che andrebbero affrontate in modo responsabile e a tutti i livelli. In particolare -conclude Pollice- ci auguriamo che questa Campagna di sensibilizzazione contribuisca a far accelerare l’iter per l’attivazione della clausola di salvaguardia, per vietare la coltivazione di Ogm. Inoltre, siccome il 92% dei prodotti DOP e IGP sono di origine animale, ci auguriamo che vengano presto ripulite le filiere dalla presenza di mangimi biotech: un problema che viene spesso e volentieri sottovalutato”.

Tipico infatti vuol dire sano e di qualità: questo vale soprattutto per l’Italia che custodisce tra le pieghe del paesaggio rurale un patrimonio di sapori e tradizioni unici e inimitabili, ma soprattutto inscindibili dal territorio. Il rischio è la perdita di questa “memoria agricola e gastronomica” visto che dei 5.000 prodotti tipici che non godono di una denominazione uno su quattro è in via di estinzione, dal momento che è coltivato da non più di 10 aziende agricole. Dalla castagna “ufarella” del casertano al formaggio “rosa camuna” della Valcamonica, dalla fava di Leonforte dell’ennese al sedano nero di Trevi: più di mille sapori ignorati dai canali ufficiali della distribuzione alimentare, che sono anche i più vulnerabili di fronte alla minaccia del consumo di suolo.

“La tipicità è l’aspetto più caratterizzante dell’agricoltura italiana, per cui il legame tra territorio e prodotto è fondamentale. Per questo – spiega il vicepresidente nazionale della Cia, Domenico Brugnoni – mettere un freno alla cementificazione è un dovere non solo per fattori ambientali e paesaggistici, ma anche per motivi alimentari. Per questo è urgente che il governo riprenda in mano il ddl ‘salva suolo’, lanciato dalla passata legislatura, ma poi rimasto nel cassetto, ancora prima di iniziare l’iter in Oarlamento. Si tratta di un decreto di cui il nostro Paese e la nostra agricoltura hanno un estremo bisogno, per mettere un freno all’urbanizzazione selvaggia, ma anche per arginare i fenomeni della desertificazione, che oggi in Italia coinvolge il 21,3 per cento del territorio italiano e il 41,1 per cento delle regioni centro-meridionali del Paese”.

Per sapere dove si svolgono le iniziative: http://www.vasonlus.it/mangiasano-appuntamenti

(Foto A.Dalpez arcadia)

©TTRENTINO MARKETING S.p.a

 

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