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916, un numero da ricordare
15 Settembre 2014
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Al via l’edizione “stellata” di Autunno Trentino
16 Settembre 2014

WWF: il ‘valore natura’ nel calcolo del Pil

Dare centralità, anche nelle politiche economiche, al capitale naturale. È la sfida che WWF lancia in occasione della presentazione del suo decimo rapporto internazionale sullo stato di salute del pianeta, che, in programma a Milano il prossimo 30 settembre, segnerà pure una tappa significativa nella road map degli eventi di avvicinamento a Expo Milano 2015.
In questa edizione, in particolare, il Living Planet Report pone sotto i riflettori i trend globali di impatto delle attività umane sui sistemi naturali e la biodiversità, stilando, al contempo, un Manifesto di raccomandazioni e soluzioni per proteggere il nostro pianeta, cominciando da modalità di produzione più sostenibili e modelli di consumo più saggi.
Per questo, anche alla luce dei recenti cambiamenti nel calcolo del Pil, in cui sarà inserita una stima delle attività illegali (dal traffico di sostanze stupefacenti al contrabbando di sigarette e alcolici), Gianfranco Bologna, direttore scientifico di WWF Italia, sottolinea con risolutezza come la vera rivoluzione sarebbe, invece, inserirvi il ‘valore natura’, riconoscendo nel capitale naturale il pilastro del nostro vero benessere. “Se non ‘contabilizziamo’ le nostre risorse – afferma –, la qualità dell’acqua, dell’aria, dei boschi, delle zone umide, del suolo e della biodiversità che costituiscono la nostra vera ricchezza, ci troviamo privi della base stessa che garantisce la nostra esistenza. È possibile pensare che l’Italia abbia un buon livello di benessere a fronte della sfrenata urbanizzazione del nostro territorio, della continua perdita di suoli, dei fenomeni gravissimi di inquinamento ambientale? Contabilizzare e preservare il capitale naturale ci consentirebbe di andare addirittura oltre il Pil”.
In effetti, alla base di un acceso dibattito diffuso da qualche tempo in tutto il mondo, figura proprio l’individuazione dei nuovi indicatori di ricchezza e benessere di una nazione. Il programma ‘Ambiente’ delle Nazioni Unite (Unep), per esempio, ha calcolato il costo annuale del degrado ambientale dovuto alle attività umane, indicandolo per il 2008 intorno all’11% del Pil globale. Una percentuale che può lievitare fino al 18% del Pil globale entro il 2050 se prosegue l’attuale trend di impoverimento delle risorse.
Il primo, improcrastinabile must, dunque, non può che essere preservare. “Per trarre ‘profitto’ in termini di benessere dalle risorse naturali a partire dagli elementi fondamentali come acqua, energia e cibo – sottolineano, infatti, in WWF –, occorre preservarle: una capacità che è ancora ben lontana dagli attuali modelli di sviluppo”. Ecco perché WWF ha posto al centro delle proprie priorità anche l’impegno affinché al capitale naturale si dia centralità anche nelle politiche economiche.

Mariangela Molinari

 

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