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Il WWF si costituirà parte civile nel processo degli allevamenti di ovini “fantasma”

Il WWF si costituirà parte civile nel processo a seguito dell'operazione "Vello d'Oro" avvenuta nelle Marche, dove la forestale ha scoperto allevamenti ovini "fantasma" e taroccati. Questo per ribadire quanto sia stato gravoso il danno ambientale a causa dell'uso illecito di risorse finanziarie rivolte alla conservazione della biodiversità.

wwf-processo-allevamenti-oviniIl WWF Italia si costituirà parte civile nel processo che sarà avviato contro gli allevamenti ovini “fantasma” e taroccati, scoperti nelle Marche dal Corpo Forestale dello Stato nell’ambito dell’Operazione “Vello d’Oro”, attraverso i quali i 99 allevatori indagati avrebbero intascato soldi pubblici senza avere i requisiti necessari o, peggio, senza esercitare realmente l’attività di allevamento con l’utilizzo dei pascoli montani, condizione essenziale per accedere ai contributi pubblici e oggi strumento di conservazione della biodiversità. La decisione del WWF di costituirsi come parte civile nel processo intende quindi “ribadire la gravità del danno ambientale determinato dall’utilizzo illecito di risorse finanziarie destinate dall’Unione Europea alla conservazione della biodiversità dell’Appennino”.
“Ci complimentiamo con il Corpo Forestale dello Stato per la brillante operazione condotta nella nostra regione, che auspichiamo possa contribuire per il futuro ad una maggiore trasparenza nella gestione dei finanziamenti che l’Unione Europea mette a disposizione degli agricoltori per esercitare il loro insostituibile ruolo di custodi della biodiversità” ha dichiarato Jacopo Angelini, Presidente WWF della Sezione Regionale delle Marche.
Il WWF inoltre chiede in una lettera alla Regione Marche di “escludere le aziende indagate, o che riceveranno la comunicazione di rinvio a giudizio, dagli accordi agroambientali per la biodiversità recentemente approvati (11 in tutto per complessivi 5 milioni di euro) che dovrebbero finanziare anche la gestione dei pascoli”. L’associazione – prosegue il documento – chiede alla Regione di “assicurare nell’ambito dell’attuazione degli accordi agroambientali tutte le verifiche necessarie ad accertare il possesso da parte delle aziende dei requisiti per la corretta attuazione della misura per le indennità compensative legate alla gestione dei prati pascoli”.
La possibilità di accedere ai fondi per i pascoli estensivi, prevista come misura della Politica Agricola Comune (PAC) dell’Unione Europea e attuata dalla Regione Marche attraverso il proprio Programma di Sviluppo Rurale, rappresenta infatti oggi non solo un aiuto economico alle imprese agricole che operano nelle aree svantaggiate d’Europa ma – ricorda il WWF Italia – è anche uno dei principali strumenti finanziari per l’attuazione della Strategia europea 2020 per la conservazione di una biodiversità sempre più compromessa dalla scomparsa delle attività agro – silvo – pastorali tradizionali.

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