Melissa Forti: “non chiamatemi pasticcera, con le mie torte esprimo solo me stessa”

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L’intervista con Melissa Forti è un sottofondo che viene fuori a poco a poco, in modo naturale. Lei è già ad Amburgo, all’inizio del primo giorno della sua nuova vita, un salto che dimostra il coraggio di chi ha sempre seguito l’istinto. Gli occhi guardano al domani, ma i pensieri non si staccano da casa, dalla sua Sarzana e dalla sua Tea Room..

Penso di essere stata tra le sue prime clienti, completamente rapita dalla bellezza delle creazioni di un’alta pasticceria dal tocco genuino. Posso ancora percepire il sentore del primo cupcake che ho addentato con avidità, un Red Velvet diventato un vero must della Tea Room. Da allora sono passati tre anni e 22.000 copie del libro che l’ha fatta conoscere nel mondo – Il senso di Melissa per le torte – diventando un best seller in Giappone, Germania, Inghilterra e Italia.

Ma prima di parlare dell’oggi la mia curiosità si spinge a chiederle degli inizi, di quando tutto è nato e del suo arrivo in terra ligure direttamente dalla Capitale.

Melissa tu mi hai sempre parlato di coincidenze e sensazioni, ma cosa ti ha spinto verso questa vita?
Sarzana è stata una scelta d’amore, ho deciso di lasciare Roma e trasferirmi per stare vicino a quello che allora era il mio ragazzo. Devo dire che non mi sono mai cimentata nel preparare dolci fino al ritorno dal mio viaggio a New York. Lì sono rimasta incantata davanti ad un negozio di cinque piani dedicato al cake design e ho acquistato qualche decorazione quasi per gioco. Una volta a casa ho provato il mio primo cupcake, un vero disastro. Il mio ragazzo mi ha convinta a riprovare e il secondo tentativo è stato quello buono. Così ne abbiamo portato un vassoio ad un amico che, all’epoca, aveva un buon ristorante a La Spezia. Alla fine mi ha chiesto di poterli avere ogni settimana”.

E questo non può essere stato solo un caso…
Io credo che la vita ci mandi continuamente dei segnali, ho solo cercato di seguirli. Anche il fatto di fare foto ai dolci e condividerle è stato frutto dell’istinto. All’epoca ancora non si postavano immagini di food sui social e non c’erano tutti i programmi di cucina che vediamo oggi. Era un terreno inesplorato e io l’ho percorso quasi senza rendermene conto, con estrema naturalezza. Le persone vedevano le foto e mi chiamavano, così ho preso coraggio decidendo di investire i miei risparmi. Il primo negozio era più periferico, ma tre anni fa ho trovato la mia Tea Room, o forse dovrei dire che è stata lei a trovare me”.

 

Cosa intendi? Un’altra coincidenza?
Si, esatto. Avevo visitato diversi spazi e questo era quello che mi convinceva maggiormente. A farmi decidere, però, è stato un particolare per me determinante che non avevo mai notato prima: sulla porta esterna c’era scritto “Rudy”, il nome del mio adorato gatto. E’ stato il segno”.

Come definiresti la Tea Room? Te lo devo dire, per me è un luogo magico, lo è stato fin dal primo momento. Direi che rappresenta la morbidezza e il calore di un angolo nel quale poter ritrovare il senso del tempo.
Ecco, non sai quanto mi faccia piacere sentirti dire questo perché lì dentro ci ho messo tutta me stessa, le cose che mi piacciono. Anche il verde che domina le pareti (lo stesso verde che torna anche nella copertina del suo libro – ndr) è sempre stato un mio desiderio. Sai, mia madre era molto amica della figlia di Indro Montanelli e io mi sono ritrovata spesso a casa loro. Mi ricordo che lui aveva una biblioteca, dove passava la maggior parte del tempo, nella quale troneggiava una splendida libreria verde. Fin da piccola mi sono detta che, prima o poi, anche io avrei avuto una stanza di quel colore”.

Veramente non avevi mai cucinato dolci? Sembra quasi impossibile da credere osservando le piccole opere d’arte che si possono trovare nella tua Tea Room.
Ho sempre amato cucinare ma non sono mai andata oltre le preparazioni salate, i dolci li ho mangiati e visti realizzare a casa dalle mani esperte di mia madre. Mi sono messa alla prova lasciando che l’istinto facesse il resto. Una volta presa coscienza di ciò che volevo sperimentare ho deciso che avrei dovuto studiare. Così sono andata in Inghilterra e a New York per frequentare due Master e specializzarmi maggiormente. Lo stile e la tipologia dei dolci che ho scelto di creare sono l’esatta espressione della mia persona”.

Come ti vengono in mente le ricette? Quali sono gli irrinunciabili nella tua pasticceria?
Se devo essere sincera, anche in questo caso seguo l’istinto e l’ispirazione. A volte mi chiedono quali torte ci saranno in negozio e io non so mai cosa rispondere, perché la mia mente inizia a creare una volta rientrata dal mercato e operativa nel mio piccolo laboratorio. Diciamo che cerco di seguire la stagionalità degli ingredienti e spesso sono proprio loro a farmi venire in mente delle varianti di ricette già provate, o magari delle preparazioni completamente nuove. Quello che però non deve mai mancare, e mi accompagna praticamente fin dall’inizio, sono la Red Velvet e la Tiramisù”.

Mentre parla la sua voce sembra quella di una bambina ancora incredula per ciò che ha vissuto e sta vivendo tutt’ora. Tassello dopo tassello, è riuscita a portare avanti i suoi sogni. Anche il suo libro “Il senso di Melissa per le torte” è stato voluto con tutte le forze. Una piccola battaglia per farsi ascoltare dalle case editrici, per concretizzare quello che ormai era ben più di un lavoro. Ed oggi il suo nome è conosciuto in Europa e non solo. Non è un caso che solo da pochi giorni la sua nuova casa sia ad Amburgo, lì la attende qualcosa in cui vuole credere, un nuovo percorso.

Melissa non voglio chiederti troppe anticipazioni sul tuo futuro in Germania ma, da affezionata cliente, non posso nascondere la mia preoccupazione per la Tea Room.
La Tea Room rimane la mia casa e nulla potrà cambiare questo. Io ho intenzione di tornare periodicamente per controllare che tutto proceda come deve. Ho lasciato due più che fidate collaboratrici a gestire e prendersi cura della mia creatura. Penso di avere torturato chi farà le mie veci in laboratorio, l’ho praticamente tenuta in ostaggio per farle imparare tutto. Direi che è diventata perfetta. Per me ora è arrivato il momento di tentare questa nuova avventura e, devo ammettere, con non poche paure”.

Sento vibrare appena la sua voce su quest’ultima domanda, posso intuire il timore e i dubbi di chi sta facendo una scelta importante, ma ine ammiro profondamente le capacità, lo spirito rivoluzionario di chi vuole mettersi alla prova. Infondo, ogni ripartenza è una strada fatta di nuove opportunità.

Chiara Marando

Melissa’s Tea Room & Cakes
Via Domenico Fiasella, 33

Sarzana (SP)

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