La FAO lancia un appello a favore dell’ agroecologia

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Si è concluso pochi giorni fa il  2° Simposio Internazionale di Agro-ecologia che si è svolto  a Roma e che ha riunito 700 delegati in rappresentanza di 72 governi, di circa 350 organizzazioni non governative e di sei agenzie ONU. Nel corso dell’ incontro, particolarmente importante è stato l’intervento del Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, che si è espresso a favore di sistemi alimentari più sani e sostenibili. Secondo da Silva, la cosiddetta Rivoluzione verde avviata nel secondo dopoguerra, che ha promosso l’aumento della produzione ad ogni costo, non è stata e non è più sufficiente a sradicare la fame nel mondo anzi è stata causa di danni enormi a tutto il sistema ecologico, per cui sistemi di produzione agroalimentare mondiali devono diventare più sani e sostenibili e l’agro-ecologia può contribuire a una tale trasformazione. L ’agroecologia  è un concetto vasto, non una semplice pratica con definiti metodi di coltivazione. L’ agroecologia  consiste in un diverso approccio all’agricoltura; si tratta di una scienza, un movimento o una pratica, che associa fattore ambientale, colturale e sociale. Un’idea di agricoltura che non è a priori ‘contro’ la tecnologia, ma che prevede di superarne la standardizzazione e di valutarne l’utilizzo caso per caso; e che tende al superamento delle monocolture e al ritorno alla policoltura. Un modello esemplare di agroecologia si trova in Cina, dove  gli agricoltori hanno ideato un ecosistema in cui le foglie di gelso alimentano i bachi da seta i cui rifiuti organici vengono usati come cibo per i pesci. Il materiale organico presente negli stagni è poi utilizzato come fertilizzante per i gelsi, completando così un circolo virtuoso di produzione.

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