FIC, per diffondere la carne selvaggina occorre meno burocrazia

L’etichetta con l’origine sulle tavole degli italiani
29 novembre 2010
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Sull’argomento selvaggina in tavola è, ovviamente, favorevole anche l’opinione di Federazione Italiana della caccia, la prima associazione venatoria del nostro paese.

“ Il consumo di selvaggina – dice l’associazione – è certamente uno degli aspetti principali dell’attività venatoria, che ne concretizza anche il lato fortemente sociale e socializzante. Da tempo la caccia è strettamente regolamentata e quella alla cosiddetta selvaggina nobile – capriolo, daino, cervo – lo è ancora di più, richiedendo un corso e il superamento di un esame ulteriore alla licenza di caccia. In questi corsi sempre più spazio viene dato alla corretta gestione della spoglia e delle carni. E la stessa attenzione si sta diffondendo anche fra i cacciatori di cinghiale.

Certamente una minore burocrazia potrebbe dare vita ad un circolo virtuoso che andrebbe a vantaggio della diffusione di una carne ottima sotto tutti i punti di vista”.

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