Poca spesa, molta resa

Sapori di Toscana gastronomia a portata di chef
29 novembre 2010
Il parere del Professor Giorgio Calabrese
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A Natale il portafoglio è a rischio, ma il vero gourmet non rinuncia alla caccia di sensazioni neppure in tempo di crisi.

Se non possiamo permetterci un Barolo blasonato, possiamo optare per i rossi del Sud, a cominciare dal vulcanico rosso denominato Aglianico del Vulture, prodotto in Basilicata in una zona dominata dal Monte Vulture, un vulcano non più attivo da epoche preistoriche. È un ottimo compagno di menu complessi, tanto da essere ritenuto il parente “povero” del Barolo.

Negroamaro e vini del Salento come Squinzano e Salice Salentino, sono eguali e comprensivi alleati del portafoglio, vini intensi, che non si fanno dimenticare facilmente e che vanno bene su menu strutturati e complessi.

Scendiamo in Sicilia per piatti di mare con bianchi inconfondibili, inebriati di ginestre e fiori d’arancio che provengono da uve locali come l’Inzolia, il Cataratto, il Carricante, il Grecanico e il Grillo.

Per finire con gli spumanti memorabili ma al tempo stesso nel rispetto delle nostre tasche, optiamo per il Lessini Durello, prodotto veneto in zona vulcanica da un vitigno documentato fin dal 1200.

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