Cantina della Volta ospita Nicola Perullo

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La Cantina della Volta a Bomporto (MO), azienda simbolo, cara ai modenesi per essere stata culla, grazie a quel gran genio di Beppe Bellei, delle primissime bollicine modenesi metodo classico, ospiterà sabato 30 aprile alle ore 17, la presentazione del volume di Nicola Perullo, Epistenologia. Un piccolo e prezioso volume dal titolo enigmatico, che nasconde profondità di pensiero e una piacevolissima narrazione, dove il vino è raccontato in modo totalmente differente dal solito, in un’ottica innovativa e intrigante che esplora nuove frontiere della convivialità e del bicchiere. Uno spazio non convenzionale, votato alle migliori bollicine, come quello di Cantina della Volta, muta in arengario e diventa luogo dove avvengono narrazioni e travasi di esperienze al pari dei più celebrati caffè letterari. L’happening, organizzato da FISAR Bologna, e moderato dal giornalista Luca Bonacini si inserisce nella rassegna “Libri in cantina” a cura di Raffaella Melotti. Non un libro sul vino, ma un saggio col vino, cioè il tentativo di narrare la relazione che s’innesca quando lo incontriamo. Sposta l’attenzione dal vino/oggetto al vino/sostanza, focalizzandosi sulle esperienze che col vino possiamo fare. Propone una comunicazione che si incentra non sulla descrizione del vino ma sull’esperienza complessiva che ne facciamo. Non l’atteggiamento standard del degustatore,  fuorviata da poche centinaia d’anni di estetica del giudicare, rivolto a percepire ciò che non va.

episte
L’epistenologia, su questo piano, cerca di superare l’estetica borghese dell’oggetto, del prodotto, del criterio di valutazione e dell’unico dio, a favore di un’estetica sciamanica, plurale, godibile e pagana. “Bere vino è un gesto poetico e pratico insieme, come farlo. – si legge nella quarta di copertina. – Epistenologia non è tanto interessata al sapere sul vino – che pure in determinati contesti ha la sua importanza – ma al sapere col vino, cioè a quel che facciamo col vino quando lo incontriamo: immagini, traiettorie, possibilità, creazioni. L’esperienza col vino può essere un momento importante del nostro abitare il mondo. Non dunque un saggio per imparare tecniche di degustazione, per riconoscere vitigni, varietà e profumi, ma un libro per imparare a imparare grazie ai nodi creati dall’incontro tra le linee del vino e le nostre. In altre parole, un saggio per scoprirsi, con la coda dell’occhio e la sensibilità della lingua, sulla soglia di nuovi compiti che sempre ci attendono. Una vicenda di riflessioni, storie ed esperienze che hanno come filo rosso e connettore la bevanda di Bacco”.
L’autore Nicola Perullo, professore di Estetica, insegna attualmente Filosofia del cibo e Estetica del gusto all’Università di Pollenzo ed è stato visiting professor in numerose istituzioni italiane e straniere. Dopo avere condotto molte ricerche sulla filosofia contemporanea e sull’estetica del Settecento (Bestie e bestioni, Il problema dell’animale in Vico, 2002; La scena del senso. Wittgenstein, Derrida e la pratica della filosofia, Pisa, 2011), l’autore ha intrapreso un originale e sistematico percorso affrontando e istituendo nuovi rapporti tra filosofia e alimentazione. È il filosofo del cibo più noto in Italia ed è autore di molti libri alcuni dei quali tradotti all’estero (La cucina è arte? Roma 2013; Taste as Experience, New York, 2016) che sono punto di riferimento della disciplina. Il vino è da oltre venti anni il suo principale oggetto di studio e di passione nel campo gastronomico. Oltre alla ricerca filosofica (Wineworld. New Essays on Wine, Taste, Philosophy and Aesthetics, Rivista di Estetica n. 51 2011), ha svolto anche attività di formazione e di critica. Epistenologia rappresenta il precipitato di oltre venti anni di ricerca, base teorica di attività e workshop dedicati al vino che l’autore propone in tutta Italia.

 

La redazione

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