Conserve Italia: un nuovo progetto di sostenibilità in campo

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L’obiettivo del nuovo progetto triennale di innovazione agronomica avviato da Conserve Italia, consorzio cooperativo leader in Italia nel settore della trasformazione alimentare, che associa 14mila produttori agricoli e trasforma oltre 600mila tonnellate di frutta, pomodoro e vegetali, è presto detto: utilizzare sofisticati sistemi informatici per scoprire dove intervenire per ridurre il consumo di acqua e input tecnici.
Come spiega il direttore generale Pier Paolo Rosetti, “L’azienda ha deciso di intensificare le buone pratiche in vista di un’agricoltura più sostenibile, che risponda ai requisiti di una migliore gestione agronomica del terreno e del mantenimento di una redditività soddisfacente per i nostri produttori agricoli”.
Per farlo, dunque, è stato messo a punto questo progetto, grazie al quale si riuscirà a monitorare ogni fase della coltivazione, per poter agire con interventi ad hoc sulla gestione dei sistemi colturali, anticipando o posticipando una semina, riducendone quantità e dosi, diminuendo l’irrigazione e i trattamenti fitosanitari.
Al progetto, finanziato attraverso le risorse del Piano di Sviluppo rurale regionale, partecipano l’Università di Milano come partner scientifico e tre aziende situate nelle province di Piacenza e Ferrara, dedite alla coltivazione di orticole da industria (mais dolce, piselli e fagioli). Sui loro terreni, dunque, verrà realizzato un monitoraggio dell’uso delle risorse idriche, dei fertilizzanti e dei prodotti di difesa utilizzati, grazie a software che consentiranno di creare una mappatura completa delle variabili del clima e dei suoli: qualità e umidità del terreni, temperatura e piovosità.
L’analisi di questi parametri fornirà informazioni sull’andamento della coltivazione, consentendo di individuare eventuali situazioni di stress (e di effettuare, quindi, gli opportuni interventi) e di monitorare la fase della maturazione, scegliendo, quindi, per la raccolta, il periodo migliore. “Con la conoscenza in tempo reale degli andamenti biotici e abiotici, avremo un patrimonio informativo fondamentale – sottolinea Rosetti –, che ci metterà in grado di gestire in maniera più efficiente la scelta della tecnica agronomica più sostenibile per ogni coltivazione, con una capacità di adattamento immediata al mutare delle condizioni climatiche e delle esigenze di crescita della pianta”.

 

Mariangela Molinari

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