Fish Track: l’analisi del DNA contro le frodi ittiche

Il Buon Ricordo a quota 101
29 febbraio 2016
Pruneti: olio extravergine di oliva in bottiglia di design
29 febbraio 2016
image_pdfimage_print

È stato denominato Fish Track il progetto di ricerca dell’Università di Siena, selezionato e finanziato da Regione Toscana e sviluppato con l’intento di utilizzare le più moderne metodiche di biologia molecolare per smascherare le frodi legate alla sostituzione di specie ittiche pregiate con altre di valore inferiore: la cernia con il pangasio del Mekong o la brotula, la sogliola con l’halibut dell’Atlantico, il pesce spada con lo squalo ecc. A preoccupare, in particolare, sono i pesci importati nel nostro Paese già puliti e sfilettati e quelli presenti in prodotti alimentari preparati, dove il processo di lavorazione ne impedisce il riconoscimento.
Ecco, allora, che interviene Fish Track, che traccia e identifica le specie grazie all’estrazione del DNA da una quantità anche esigua di campione e, mediante il sequenziamento di una porzione di un gene utilizzato universalmente in campo accademico per la determinazione della specie, consente di risalire con certezza all’identità tassonomica dell’esemplare.
La procedura, definita DNA Barcoding, è stata implementata a livello internazionale anche attraverso l’istituzione di un consorzio interuniversitario e la creazione di una banca dati on line che collega in modo univoco una specie a una determinata sequenza. Conoscendola, è possibile risalire alla specie di interesse, utilizzando il DNA come fosse un’impronta digitale, anche nel caso di prodotti sottoposti a lavorazioni complesse o cottura, fino a poter testare direttamente in mense e ristoranti il prodotto usato e dichiarato al consumatore.
Ma non è tutto. Tra gli obiettivi di Fish Track, infatti, figura anche quello di distinguere, tramite marcatori microsatellite (marcatori genetici altamente variabili), campioni di orata e branzino pescati oppure provenienti da acquacolture. Il progetto, infine, si propone di ottimizzare e validare un protocollo di analisi efficace e facilmente applicabile, ispirato alle normative più attuali adottate in materia di controllo e certificazione.

 

Mariangela Molinari
officinamari@gmail.com

image_pdfimage_print