Food Community Awards: I protagonisti del settore enogastronomico

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Quali sono le doti che distinguono un bravo cuoco da un buon ristoratore? La domanda sorge spontanea perché è ormai risaputo che non basta saper cucinare bene per avere successo nel mondo della ristorazione. Oltre alla creatività e alla tecnica ci vogliono ben altre doti tra cui capacità di management e solide basi imprenditoriali. È a questa categoria di professionisti che si rivolge il Food Community Awards, evento organizzato da foodcommunity.it dedicato alle eccellenze imprenditoriali nel mondo della ristorazione e del food & beverage che lo scorso 14 dicembre, a Milano, ha premiato 26 realtà  italiane che hanno portato, nel mondo, il vessillo della qualità nel piatto e nella mente, in tavola e nei fatti.

Il più premiato, Heinz Beck che ha ottenuto due riconoscimenti ambiti: il premio Internazionalizzazione e il premio Cucina & Management. Consacrato tra i migliori chef-imprenditori per l’impero che ha costruito con ristoranti di altissimo livello da Roma a Dubai, dal Portogallo al Giappone e per le sue capacità manageriali nella guida dei suoi ristoranti, chef Beck ha commentato con la sua consueta modestia: “Abbiamo una buona organizzazione e cerchiamo di operare con efficienza e snellezza nelle decisioni”, e ha ringraziato il suo staff affermando: “Nessuno chef è grande senza il suo staff, il mio è composto di gente giovane, motivata, con buone basi e voglia di fare”.

Numerosi, sono stati i riconoscimenti che hanno voluto premiare i diversi settori dell’eccellenza, dalla Valorizzazione del Territorio a Filippo La Mantia all’Innovazione a Matias Perdomo; dalla Strategia di Marketing di Andrea Berton a Formazione e Cultura Gastronomica attribuito a Enrico Crippa, mentore dei giovani chef dell’Accademia Bocuse d’Or Italia, senza dimenticare che un buon imprenditore deve intendersi, anche di finanza come Massimiliano e Raffaele Alajmo che hanno costruito un impero della ristorazione italiana consolidando la propria forza puntando sul legame col mondo finance: “Il segreto della crescita – ha affermato Massimiliano Alajmo – dipende anche dalla capacità di scegliere investitori istituzionali col giusto pedigree, che aiuti l’azienda con risorse finanziarie e prestigio”.

Aspetti della questione che rivelano come il quadro dell’imprenditorialità in campo alimentare sia composto di innumerevoli tasselli di un mosaico enorme e che saper gestire e far crescere un’attività significa spesso occuparsi di argomenti apparentemente estranei o marginali alla cucina pura e semplice.
Su www.foodcommunity.it/foodcommunity-awards-2017-vincitori/ l’elenco completo dei premi offre una panoramica esauriente sulla complessità del tema, ne citiamo in ultimo solo un paio, significativi: il premio Valorizzazione del Made in Italy attribuito all’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, associazione che punta con forza sulla valorizzazione del patrimonio gastronomico italiano attraverso l’impegno attivo dei suoi membri in eventi all’estero e il premio Best Practice Passaggio Generazionale consegnato a Il Luogo di Aimo e Nadia, ristorante che è riuscito nella difficile impresa del passaggio generazionale, costruendo le basi per un futuro ambizioso, al quale, per concludere, bisogna guardare con ottimismo seguendo esempi illuminanti come quelli proposti dal Food Community Awards, primo tra tutti quello di colui che è il Maestro di tutti, il più grande artefice della crescita della cucina italiana, riconosciuta in tutto il mondo grazie ai suoi insegnamenti, Gualtiero Marchesi.

Marina Caccialanza

 

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