Il Verdicchio incontra la cucina di Max Poggi

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La Tenuta di Tavignano sui rilievi che circondano Jesi, capitale della riscossa del Verdicchio, si trova davvero in un luogo da sogno. Lambita da estesi vigneti, in posizione dominante, fa parte del comune di Cingoli (Macerata), da sempre noto come il Balcone della regione, guardando all’appennino umbro marchigiano e all’Adriatico della riviera del Conero, senza nascondere la sua storia antica. Acquisita negli anni Settanta da Stefano Aymerich di Laconi, nobile dalle origini sarde e spagnole, e dalla moglie nobile marchigiana Beatrice Lucangeli, produce da decenni un Verdicchio di elevata qualità che si esprime in produzioni dense di riconoscimenti. Da due anni a questa parte Stefano Aymerich di Laconi ha coinvolto nella gestione della Tenuta la nipote Ondine de la Feld, figlia della sorella, che ha aderito fin da subito con energia ed entusiasmo, a questo nuovo progetto, avvalendosi di un team competente, giovane e affiatato.
Un vero e proprio vessillo del territorio il Verdicchio, la cui traccia più antica risale al 1569, anno in cui per la prima volta viene registrata l’esistenza di un’uva bianca chiamata con questo nome, un vitigno molto resistente e versatile che saprà affermarsi sempre di più nel tessuto vitivinicolo delle zone centrali delle Marche.

Veduta aerea Tavignano modificata

Territori vocati da secoli all’uva di qualità e al miglior Verdicchio, ma anche al Sangiovese, Montepulciano, Cabernet Sauvignon, Pecorino, Passerina, Lacrima di Morro d’Alba, che nelle produzioni della Tenuta di Tavignano trovano una sublime espressione. Le selezionate vigne gestite a basso impatto ambientale, poste a 260/320 m s.l.m. hanno un’età media attorno ai 20 anni, e dal 2015 sono oggetto di una progressiva conversione ad agricoltura biologica. L’ottima ventilazione da nord, e l’ escursione termica conferiscono un microclima ideale perché le uve distribuite nei 230 ettari dei quali 30 a vigneto, possano maturare e produrre in particolare Misco Riserva, Castelli di Jesi, Verdicchio Classico Riserva DOCG; Misco Selezione, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore DOC; Villa Torre, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore DOC; Libenter, Rosso Piceno DOC, lungamente affinato in piccoli legni; Cervidoni, Rosso Piceno DOC; e gli autoctoni, con il Pecorino Offida DOCG Pecorino; la Passerina, Marche Indicazione Geografica Protetta; e il Barbarossa, Lacrima di Morro d’Alba DOC. Una produzione vitivinicola di elevata qualità, svelata nel corso di una presentazione alla stampa e ai ristoratori più in vista di Bologna, presso il ristorante Massimiliano Poggi Cucina, il nuovo locale dello chef bolognese a Trebbo di Reno (Bo). Uno chef tra i più affermati del capoluogo emiliano romagnolo che dopo venticinque anni Al Cambio in via Stalingrado, da poche settimane ha preso casa in un luogo particolarmente significativo per Bologna, che in passato era gestito dai fratelli Leoni, dove ha sede l’Antica Locanda del Sole, un relais di charme da dieci anni condotto dalla moglie di Poggi, Monica Ferrara.

Lumache e ortiche
Percorso di grande suggestione
quello indicato dallo chef, che con la nuova apertura ha scelto di imprimere una decisa svolta alla sua vita andando ad abitare con la famiglia a Trebbo di Reno, nella campagna bolognese, dove poter riacquistare una dimensione meno frenetica. I suoi piatti, tracciano in modo inequivocabile una proposta, che con mano matura e riconoscibile persegue una cucina della memoria con spunti che guardano alla tradizione regionale, rileggendola senza estremismi. Tre linee di cucina che descrivono attraverso 18 piatti i percorsi professionali di Poggi e il contesto nel quale si trova oggi: la Romagna, dove Poggi è stato dai 16 ai 21 anni facendo la gavetta e vivendo la prima parte della sua esperienza formativa; la Tradizione, che fa parte del suo vissuto con 5 piatti rivisitati, tranne il tortellino, lasciato rigorosamente intatto come da ricetta della nonna; e la Campagna, con i prodotti del territorio circostante, il pesce d’acqua dolce, e le verdure dell’orto. E allora ecco la fresca e polposa Insalata di mare; le sapide, croccanti, erbacee Lumache e ortiche; i sontuosi e inattesi Cappelletti di carciofi e brodo di scampi; gli avvolgenti e croccanti Spaghetti allo scoglio; il fastoso e saporito l’Agnello grigliato alle spezie; lo Stinco al forno con cipollotti; e il Gelato al latte caramellato e mandorle salate.
www.tenutaditavignano.it/
www.mpoggi.it

Luca Bonacini

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