Prosecco Doc e Mozzarella di Bufala Campana Dop, insieme a tutela del consumatore

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Salvaguardare il consumatore, garantendo l’autenticità dei prodotti Dop e consentendone la corretta identificazione. È questo l’obiettivo dell’accordo siglato dal Consorzio Prosecco DOC e dal Consorzio Mozzarella di Bufala Campana DOP, che, unendo le proprie forze, puntano a migliorare la diffusione e la capillarità dei controlli su tutto il territorio nazionale.
La collaborazione, ufficialmente presentata nei giorni scorsi presso il Ministero delle Politiche Agricole, ne prevede, infatti, oltre mille nei canali della GDO, Horeca, negozi specializzati e gastronomie di sette regioni italiane, equivalenti al 35% del territorio nazionale: Campania, Sicilia, Puglia, Calabria, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia.
“Nel nuovo scenario competitivo la possibilità dei consorzi di ampliare la propria capacità di penetrazione sui mercati nazionali e internazionali è sempre più legata alla capacità di fare rete – ha affermato Luca Bianchi, capo Dipartimento del Mipaaf –. Ogni consorzio e ogni singolo produttore che c’è dietro si deve sentire parte di un sistema in grado di rappresentare il meglio del made in Italy. È questo il sistema che il Ministero delle politiche agricole intende rafforzare, vincendo la sfida di valorizzare un patrimonio di denominazioni di gran lunga superiore a quello degli altri Paesi europei. Questo accordo Prosecco/Mozzarella di bufala è un bell’esempio di patto nord-sud, che può innescare meccanismi virtuosi di cooperazione e di condivisione delle esperienze”.
Come hanno sottolineato i presidenti del Consorzio Mozzarella di Bufala Campana DOP Domenico Raimondo e del Prosecco DOC Stefano Zanette, attraverso un’azione di controllo puntuale e costante le sinergie tra i consorzi intendono garantire un’adeguata trasparenza ai mercati, a tutela dei produttori e dei consumatori finali.
I dati raccolti saranno caricati nella piattaforma informatica predisposta da ISMEA, che agevolerà la registrazione delle verifiche e consentirà di svolgere analisi statistiche oltre a una mappatura delle aree controllate.
Sulle attività di tutela dei prodotti italiani di qualità ha un impatto sempre più incisivo la stessa Rete, come ha sottolineato Stefano Vaccari, capo dipartimento ICQRF. Basti pensare alle cooperazioni operative attivate con i principali player dell’e-commerce, da Ebay ad Alibaba, e le agenzie di controllo estere. Delle 1.562 procedure di tutela sul web e all’estero attivate in poco più di due anni da ICQRF, ben 1.427 hanno riguardato la Rete, con una percentuale di successi del 98% nella rimozione delle inserzioni irregolari su Alibaba, Ebay e Amazon.
Mariangela Molinari

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