Schiava, un vino per tutte le stagioni

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La sua definizione è “vino leggero a basso contenuto tannico, di colore rubino chiaro fino a rosso rubino intenso, ha un sapore gradevolmente tenue e fruttato, da cui traspare spesso un leggero sentore di mandorle amare”. Il suo nome è Schiava, è un vitigno coltivato prevalentemente in Alto Adige e Trentino e il suo nome si declina al femminile: la Schiava. Sull’origine del suo nome gli studiosi sono divisi ma una delle ipotesi è che sia dovuto alla pratica di “schiavizzare” le viti, ossia legarle a un qualche supporto. Ad ogni modo, si sposa perfettamente con una grande varietà di piatti e riscuote un enorme successo per la sua gradevolezza e versatilità. Vino per tutte le occasioni, è un classico intramontabile che merita apprezzamento in tavola ma si presta anche a una degustazione trasversale a tutte le ore.

Alla Schiava è dedicata una particolare manifestazione nata per promuoverne la qualità, il Trofeo Schiava dell’Alto Adige, che si svolge da quattordici anni da un’idea di Ulrich Ladurner, Othmar Kiem e Günther Hölzl. I vitigni più importanti ottenuti con uve Schiava sono il Santa Maddalena e il Lago di Caldaro, tra i più premiati in quest’occasione.

All’edizione 2017, lo scorso 15 e 16 maggio al vigilius mountain resort, una giuria di esperti – giornalisti, enologi, sommelier –ha, infatti, premiato le migliori cantine divise in due categorie: tradizione e nuove vie. Sette i vini tradizionali che hanno ricevuto il riconoscimento per le loro caratteristiche di bevibilità, croccantezza, eleganza e giovinezza; e tre i vini della categoria nuove vie che hanno dimostrato i loro potenziali di invecchiamento, individuali, complessi e segnati dal terroir.

Apprezzata non solo dagli intenditori ma da larga parte del pubblico, la Schiava è stata oggetto di un particolare premio attribuito da una commissione popolare e, inoltre, in suo nome è stato attribuito il titolo di Ambasciatore della Schiava 2017 all’iniziativa Kalterersee-Charta di wein.kaltern, perché promuove in senso chiaro e in modo sostenibile la Schiava di qualità.

Marina Caccialanza

 

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