Cibò So Good: a marzo la tre giorni del gusto torna a Bologna

Dopo la pausa del 2018, dal 22 al 24 marzo a Bologna torna Cibò-So Good, la kermesse gastronomica nata da un’ idea del Gruppo Atomix  in collaborazione con ConfCommercio Ascom Bologna; questa edizione, che si svolgerà come sempre nei saloni di Palazzo Re Enzo, si presenta più ampia ed articolata e con parecchie novità che arricchiranno il cartellone di eventi. La prima di queste è l’ apertura della manifestazione a tutte le regioni: mentre negli anni precedenti ci si era focalizzati soprattutto sull’ Emilia Romagna, per la prima volta  a Cibò arriveranno cuochi da tutta Italia che, insieme ai cuochi Ascom coordinati dallo chef Vincenzo Vottero, offriranno un panorama generale sulle tradizioni gastronomiche italiane, rappresentate anche dal Mercato dei sapori d’ Italia, a cui parteciperanno oltre 80 produttori.La seconda novità sono i focus tematici che approfondiranno alcuni alimenti come il gin, il Parmigiano Reggiano, la pizza gourmet, il cioccolato e i sughi d’ Italia: ci sarà infatti una gin lounge e la “Gin e Parmigiano Night” per gustare originali abbinamenti tra  cocktail e il più conosciuto dei formaggi italiani; ai sughi italiani è stato invece dedicato una raccolta di 50 ricette che sarà distribuita gratuitamente nel corso della manifestazione. La tre giorni vedrà anche la possibilità di frequentare dei corsi di cucina organizzati da Ascom e i foodbloggers invitati a partecipare contribuiranno a offrire un variegato panorama sul mondo del gusto. Infine, debutterà la Cibò Food Week che nella settimana della kermesse coinvolgerà alcuni ristoranti del centro di Bologna che per l’ occasione proporranno alcuni piatti inediti. Per conoscere nel dettaglio tutto il programma, è possibile consultare il sito:

www.cibosogood.it

 

Manuela Di Luccio

 




World Restaurant Awards, premiati Massimo Bottura e Riccardo Camanini

La prima edizione di World Restaurant Awards, ideata da Andrea Petrini e Joe Warwick, si è svolta a Parigi il 18 febbraio e si è subito connotato come la risposta a The World’s 50 Best Restaurants, nonostante i due organizzatori abbiano fatto e detto, giustamente, che la loro non è una classifica.
Infatti è un premio, in alcuni casi anche ironico, che cerca di indagare le tendenze internazionali della ristorazione che, in tutto il mondo, ha ormai un pensiero comune: la sostenibilità umana e ambientale, come hanno dimostrato anche alcune delle 18 categorie in cui erano divisi gli awards.
Pensiero Etico era una di queste e l’assegnazione è andata ai refettori di Food for Soul, l’iniziativa creata da Massimo Bottura e Lara Gilmore (che ne è presidente). Un progetto, iniziato nel 2015 a Milano con il Refettorio di Greco, che coinvolge un numero crescente di città nel mondo  con l’obiettivo di sostenere persone in difficoltà e recuperare, adeguandoli ad una buona cucina, gli avanzi alimentari, evitandone lo spreco.


 Un altro italiano, Riccardo Camanini di Lido 84 a Gardone Riviera, ha vinto per la categoria Specialità della Casa con la sua Cacio e pepe cotta in vescica.

Un altro premio significativo è andato all’Evento dell’Anno, assegnato al Refuge Food Festival, dove gli chef residenti dividono le loro cucine con chef rifugiati.
Poi è stata la volta dei premi ironici come quello assegnato ad un divertito Alain Ducasse per il Miglior cuoco senza tatuaggi, o quello Miglior cucina senza pinzette, vinto dal ristorante Bo.Lan di Bangkok.
Un evento che ha segnato, tra ragionamenti seri e divertimento, un modo diverso, inusuale, come molte delle cose pensate e realizzate da Andrea Petrini, Gelinaz in primis, di raccontare la ristorazione internazionale.

Luigi Franchi




La pizza, una storia contemporanea. Il libro di Luciano Pignataro

Questo è il libro per eccellenza che affronta il tema della pizza in tutte le sue sfaccettature, storiche e contemporanee. Luciano Pignataro, l’autore, è forse il più titolato, tra gli scrittori e i giornalisti, ad esprimere un racconto sulla pizza e lo fa partendo dalle radici storiche di questo piatto, la Napoli del 1500, citata dal poeta e saggista Benedetto De Falco, nella sua Descrizione dei luoghi antichi di Napoli, dove ricorda che “la focaccia, in Napoletano è detta  pizza sin dal 1535”.


Il libro si apre con una riflessione sulle ragioni della pizza, dove Luciano Pignataro scrive: “La pizza è, infine, cibo di gola e di pancia. Si mangia ovunque, in piedi e a tavola, ma anche con le mani, un uso che si è sedimentato nel corso dei secoli ed è ripetuto ogni giorno…. Per anni è stato un alleato contro la fame, adesso è la risposta alla crisi e al diverso modello di vita. Insomma: l’essere una cosa antica è la sua grande modernità”.
Una verità assoluta, quella descritta dall’autore, che vede le pizzerie diventare una valvola di sfogo per un momento di condivisione e di gioia, nel mangiare fuori casa, anche nei recenti anni della crisi economica: un piacere a un costo accettabile per i più che ha fatto della pizza un autentico boom.
E la cosa più bella è stata ed è che, in questi ultimi anni, le pizzerie si sono fatte più funzionali, sia in termini di servizio sia per quanto riguarda la qualità della pizza. Sono cresciuti pizzaioli che sono riusciti a fare della farina e degli altri ingredienti non più delle commodities ma materie prime eccellenti; un approccio che ha portato anche i produttori a prestare maggior attenzione e ricerca sui prodotti. Questo è avvenuto un po’ con tutto, in particolare con le farine e il pomodoro.

La pizza napoletana
Sono lontani i tempi citati nel libro di Luciano Pignataro, quando , grazie ad un documento “restituito alla memoria dal grande storico napoletano Giuseppe Galasso” si parla di 68 pizzaiuoli a Napoli nel 1807.
“Oggi – scrive l’autore – che solo in città se ne contano 1.500, possono sembrare pochi ma, al contrario, questi documenti storici attestano una presenza consolidata di una vera e propria professione ben distinta da quella dei panettieri, al termine di un secolo, il Settecento, in cui la popolazione passa rapidamente dai 200mila ai 400mila abitanti, rendendo la città di gran lunga la più popolosa d’Italia, seconda in Europa solo a Parigi… non è possibile comprendere la nascita della pizza se non si parte dal cronico sovraffollamento in cui i napoletani vivono ormai da quattro secoli. Anzi, di più, non è possibile capire l’enorme varietà e quantità del cibo da strada nato nei vicoli e ancora oggi così diffuso senza contare l’aumento demografico”.
Un fenomeno che ha dato origine a due situazioni molto particolari. La prima, il meritato riconoscimento Unesco all’arte del pizzaiuolo, frutto della storia e della tradizione di un mestiere artigianale che non accenna a scomparire, per fortuna. Il secondo, l’avvento dello street food come modello di consumo che oggi dilaga in ogni città italiana.
La vera specializzazione della pizza “arriva con l’uso del pomodoro che regala a questa preparazione il giusto equilibrio necessario per esaltarne il sapore. Un grande lascito della dominazione spagnola iniziata nel 1501 e terminata nel 1734 con l’arrivo dei Borbone. Da Siviglia, la città che ha fatto da trampolino di lancio al pomodoro, a Napoli, il salto è infatti breve durante la dominazione spagnola, e proprio qui cadono prima i pregiudizi sulle sue proprietà avanzati nel corso del Seicento e dello stesso Settecento da alcuni botanici” scrive l’autore, specificando come la contaminazione culturale sia sempre un bene, al posto della chiusura. Infatti oggi il pomodoro è l’ortaggio più consumato e consigliato dai nutrizionisti, per le sue proprietà benefiche. Come sarebbe oggi, se non ci fossero stati i grandi personaggi che, con la loro follia esistenziale, partirono alla scoperta del nuovo mondo?

La pizza esce dai confini del popolo
C’è un momento preciso in cui la pizza esce dai confini dei vicoli napoletani diventando un piatto borghese. “Ne parla diffusamente Marc Monnier nel 1861 in un articolo su Napoli e i napoletani: ‘Il pizzaiolo prepara in pubblico la sua cucina appetitosa: enormi pizze, ben spesse e ben condite di ingredienti che mi è difficile enumerare perché variano a seconda delle stagioni e dell’estro del cuciniere pieno di fantasia’. La qualità dei prodotti e la variabilità dell’esecuzione sono le cose che ancor oggi sorprendono i francesi, che invece amano codificare le loro ricette, di fronte alla cucina italiana. Ma l’articolo di Monnier è interessante perché ci dice, caso raro, anche cosa si beveva all’epoca con la pizza: ‘Ciò che si magia lo si annaffia con bevande non meno complesse delle stesse pizze: queste bevande, i cui nomi mandano in estasi gli stranieri, si chiamano Falerno, Lacryma Christi, Marsala ecc…’. Siamo nel momento in cui inizia la vera e propria espansione di questo cibo che coinvolge anche i ceti borghesi”.
“Quando anche “i signori” si sono avvicinati a questo cibo popolare hanno imposto posate e tovagliato. Nascono così le pizzerie-ristorante. Da Brandi ai Mattozzi e ai Surace gli esempi non mancano… Parte da qui l’abitudine di condirle con più mozzarella, prassi che si è poi trasferita anche nello stile precedente dove in origine il latticino era appena accennato”.

Pizze e focacce d’Italia
Oltre a descrivere in modo approfondito storia e caratteristiche della pizza napoletana e romana la contemporaneità del libro di Luciano Pignataro la scopriamo anche nel capitolo in cui vengono raccontate, in un ideale giro d’Italia, le diverse forme che prende il disco di pasta più famoso del mondo.
Dal marchio dell’Autentica Pizza Barese, con il disciplinare predisposto dalla LUCA (Libera Unione Commercianti Apulia) allo sfincione siciliano, dalle focacce liguri, la più famosa delle quali è quella di Recco IGP alla piadina romagnola è una continua esaltazione di tecnica e storia gastronomica fino alla moderna scuola veneta della pizza, con professionisti come Renato Bosco, Simone Padoan e Lello Ravagnan.
Il libro si chiude con un vocabolario del pizzaiolo, di grande aiuto per tutti coloro che amano questo prodotto, che cita le parole professionali e quelle più romantiche per illustrare un mondo, quello dei pizzaiuoli, protetto dall’UNESCO.

Luigi Franchi

La pizza
Luciano Pignataro
Hoepli Editore




La Burger Battle 2019 è stata vinta da Antonio De Lauro

Antonio De Lauro, del Garibaldi Steakhouse di Monopoli (BA), è il vincitore dell’edizione 2019 della Burger Battle italiana, l’appassionante sfida all’ultimo burger, organizzata al Beer Attraction di Rimini da Unilever Food Solutions con il brand Hellmann’s, i dressing più famosi al mondo, Lantmännen Unibake Italia, leader nella produzione di pane per hamburger gourmet e Baldi Carni, l’azienda marchigiana, che ha inventato l’Angusburger.  Erano nove gli chef in gara e tutti hanno proposto una loro ricetta esclusiva. Alla fine sono rimasti in tre in finale, che si sono sfidati improvvisando un burger gourmet con ingredienti a sorpresa, trovati all’interno di un paniere: aloe vera, cavolo rosso riccio, tofu, uova di quaglia, petali di rosa, formaggio al vino, speck di anatra, essenza di bergamotto, noci pecan.
Antonio De Lauro ha 28 anni ed è nato a Monopoli dove vive e dove ha inaugurato il Garibaldi Steakhouse insieme al fratello Giuseppe nel 2014.
In finale, nello scontro diretto con Rocco Camasta del The Butcher – Hamburgeria di Modugno e con Francesco Vallefuoco del Juicy Lucy Pub di Napoli, si è aggiudicato il titolo di Re dell’Hamburger con il suo Rose&Duck, con panino integrale di Lantmännen, hamburger 200 gr Angus Irlandese Baldi, Hellmann’s Real Mayonnaise con essenza di bergamotto, misticanza con Hellmann’s Vinaigrette agli agrumi, petali di rosa tritati, noci pecan e speck di anatra.
Oltre ai tre giovani finalisti, hanno partecipato alla sfida: Riccardo Pepe dello Smoky Burger di Lissone in provincia di Monza Brianza; Daniela Gheorghe del Cucchi Pub di Carbonera in provincia di Treviso; Luca Ticà del Junò Osteria Pizzeria di San Severino Marche in provincia di Macerata; Marianna Tiberio del Dal tramonto all’alba Pub di San Vito Chietino in provincia di Chieti; Simone De Matteis del White Rabbit di Roma; Giuseppe Rossetti del Be Steak – The Burger Bar a Rho Fiera in provincia di Milano.  Ad eleggere Antonio De Lauro Re del Burger italiano una giuria popolare, formata da visitatori di Beer Attraction e una giuria professionale, composta da: Roberto Arthemalle, socio di Birrerie Spiller, la prima birreria ristorante italiana,  Antonella Avvinti, titolare della food truk agency Truk Queen, Giulia Brandi, concorrente Masterchef 6, Fabrizio Camer, responsabile eventi FIC, Pietro Roberto Montone, vice presidente Fic per il Sud Italia, Paola Bogataj, food engineering, consulente per la ristorazione collettiva, Marco Scardigli, responsabile Operation Lowengrube, Viviana Simeoni, responsabile Sviluppo prodotti Roadhouse, Rodolfo Guarnieri, giornalista di Bargiornale.
www.burgerbattle.it




Parma Unesco City of Gastronomy, l’importanza di fare sistema

Parma Unesco Creative City of Gastronomy è un progetto ambizioso del quale andare fieri. È la realizzazione di quel modello virtuoso di cooperazione tra pubblico e privato del quale tanto si parla e si auspica ma che difficilmente si mette in atto. Parma ci è riuscita, ha “fatto sistema”, espressione spesso abusata che in questo caso rappresenta una realtà concreta.

Nel 2020 Parma sarà Capitale Italiana della Cultura, un riconoscimento importante destinato a incrementare l’appeal della città come meta turistica e volano di crescita economica ma, per giungere preparati e carichi a questo straordinario appuntamento e diventare veramente a place to live, occorreva un po’ di allenamento e Parma, a questo scopo, ha programmato per tutto il 2019 un percorso introduttivo di grande respiro e spessore coinvolgendo la rappresentanza più significativa della Food Valley italiana. L’Assessore al Turismo di Parma Cristiano Casa ne ha riassunto i punti salienti sottolineandone l’importanza; “Parma City of Gastronomy è il riconoscimento di un territorio che in questi anni ha saputo realizzare un percorso di filiera frutto di una visione condivisa dove produzione, formazione, cultura e sistema legato all’accoglienza sono i protagonisti”. È anche l’avvio di un modello virtuoso, ha dichiarato il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti: “Cerchiamo di creare un modello comune che, partendo dalla nostra città, metta insieme privato e pubblico per tutelare le nostre filiere, che esca dagli schemi per promuovere il nostro valore nel mondo. È una chiave di svolta e Parma capitale della gastronomia vuole essere solo il punto di partenza dal quale comunicare l’orgoglio di essere parmigiani”.

Con questo obiettivo, comunicare quel “saper fare” italiano che Parma così bene rappresenta, è stato organizzato un calendario di eventi di altissimo livello e, soprattutto, unico perché realizzabile solo a Parma in quanto fortemente collegato alla realtà del territorio, sebbene aperto al confronto e alle contaminazioni col resto del mondo.

È la coscienza di vivere nella Food Valley italiana lo stimolo principale delle iniziative: Parma è la prima città italiana per numero di produzioni Dop e Igp e la regione Emilia Romagna vanta eccellenze come il Parmigiano Reggiano, il formaggio più famoso al mondo, come il prosciutto di Parma e il Culatello di Zibello, per citarne solo alcuni. Parma è anche il luogo dove si trasforma il 70% della produzione ittica italiana con le più importanti aziende del settore alici e dove l’industria alimentare vanta aziende di respiro mondiale come Barilla, come Mutti, Parmalat. A buon diritto, dunque, può esporre la bandiera delle 5P: pasta, pomodoro, parmigiano, prosciutto e pesce. Come non riconoscere questa superiorità rispetto all’insieme dell’industria della trasformazione alimentare italiana?

Ad aprire il calendario sarà Cibus Off dal 6 al 14 aprile, kermesse collegata con Cibus Connect, il format b2b di Fiere di Parma, con un palinsesto che coinvolgerà professionisti e foodies. Numerosi saranno in questo contesto gli showcooking organizzati da Alma e da ristoratori stellati, spazi culturali a cura dell’Università di Parma e momenti ludici per adulti e bambini.

Il mese di giugno sarà movimentato con i Giardini Gourmet, affascinante serie di appuntamenti gastronomici organizzati all’interno di giardini privati o di solito non aperti al pubblico a cura di Parma Quality Restaurants e il coinvolgimento di importanti aziende e consorzi.

Sarà poi la volta del Settembre Gastronomico che oltre alla ormai famosa Cena dei Mille offrirà itinerari tra musica, arte ed eccellenze gastronomiche alla scoperta dei sapori e delle tradizioni della regione. Momento clou sarà la Cena dei Mille, a scopo benefico, sotto la regia dello chef Massimo Spigaroli, presidente della fondazione Parma Unesco Creative City of Gastronomy che ha ribadito come generare creatività sia sempre frutto di innovazione, e col contributo dello chef tristellato altoatesino Norbert Niederkofler.

Accanto agli eventi gastronomici Parma offrirà, inoltre, un ricco programma di eventi collaterali con mostre, concerti, cinema e sport per vivere il 2019 nel pieno delle sue risorse in un risveglio culturale e intellettuale che costituisca il terreno fertile alla crescita di quello che sarà il momento topico: il 2020, quando la città verrà insignita del titolo di Capitale Italiana della Cultura.

Marina Caccialanza

 




TripAdvisor e Fipe, migliora il servizio in rete

Nuovo sistema di classificazione dei ristoranti su TripAdvisor. In accordo con Fipe (federazione italiana pubblici esercizi), la piattaforma ha inserito all’interno del sistema di individuazione dei locali un metodo che permette di trovare con facilità il ristorante più adatto alle proprie esigenze evitando confusione tra ristoranti e locali privi di servizio al tavolo, misura ritenuta indispensabile per favorire la sempre maggiore affluenza e interazione con gli utenti online.

Scopo dell’aggiornamento, infatti, è offrire all’utente la possibilità di cercare il giusto ristorante in rete con maggiore facilità. Online dall’11 febbraio, il nuovo sistema attivato da TripAdvisor è il risultato del proficuo lavoro di collaborazione sviluppato con la componente italiana della società in condivisione tra Federazione Italiana Pubblici Esercizi e i vertici di TripAdvisor.

In pratica, la nuova categorizzazione prevede la presenza sulla piattaforma dei ristoranti con servizio ai tavoli nell’indice di popolarità di una determinata destinazione, e dei locali senza somministrazione al tavolo all’interno di un elenco che risponde solo ai filtri di ricerca, come avviene per bar o pasticcerie. La fascia di prezzo resterà attiva per favorire la scelta ma di fatto esisterà una divisione netta tra ristoranti e take away, finora poco chiara.

L’iniziativa rappresenta un passo avanti per un servizio più efficiente verso il consumatore e renderà più semplice per l’utente la ricerca, la scelta e la valutazione del luogo.

La collaborazione tra TripAdvisor e Fipe intende favorire un corretto avvicinamento delle imprese della ristorazione al mondo della rete e dell’innovazione digitale e prevede attività future che riguarderanno il monitoraggio congiunto dei contenuti sulla piattaforma per segnalare e risolvere possibili problematiche degli esercenti sul sito, comprese quelle legate alle recensioni; il rapporto congiunto sulla reputation online della ristorazione italiana; la formazione online o offline, ai soci Fipe, per aiutarli a trarre il meglio dalla loro presenza su TripAdvisor. 

Marina Caccialanza




Sul Gargano, a Peschici, la cucina dà spettacolo nella prima Cena a 4 Cuori

Il 14 Febbraio il Ristorante Porta di Basso diventa officina di contaminazioni culinarie. Quattro interpreti del gusto daranno vita alla prima “Cena a 4 cuori”, un evento ideato da Iginio Ventura, maestro gelatiere e titolare della Gelateria Pina Gel, Domenico Cilenti, chef e padrone di casa del Porta di Basso, Ilario Capraro mixologist e bar manager, con importanti esperienze all’estero, Vincenzo De Nittis, bartender e sommelier, proprietario del ristorante Camavitè, noto indirizzo dell’estate garganica. “Sono convinto che il Gargano abbia ottime carte da giocare ma il gioco di squadra è un fattore imprescindibile, questa è la via”, afferma lo chef Cilenti, che ospiterà l’evento nel suo spazio, per un massimo di 40 partecipanti.  Il menù: un percorso di degustazione a sorpresa che avrà come filo conduttore l’Amore nelle sue molteplici sfumature, fonte d’ispirazione per le creazioni degli interpreti. I garganici e chi visiterà il Gargano in occasione della festa di San Valentino, potrà dunque chiudere la giornata in bellezza,  regalandosi un’esperienza multisensoriale al Porta di Basso, nel romantico borgo di Peschici.

Maggiori info sull’evento Facebook “Cena a 4 cuori” –
pagina del Ristorante Porta di Basso
Domenico Cilenti 3478674712 /Vincenzo De Nittis 3385205471




InGruppo, piacere a tavola

La Guida InGruppo, alla sua seconda edizione, raccoglie il meglio dei ristoranti lombardi. Presentata al Ristorante Trussardi la Scala, quest’anno accoglie tre nuove entrate: Il Ristorante Trussardi Alla Scala e Sadler a Milano e Cucina Cereda a Ponte San Pietro (BG).
Fortemente voluta dai ristoratori bergamaschi che, con la guida, lo scorso anno hanno voluto darsi una veste ufficiale come gruppo e fornire, in questo modo, ulteriore valore alle loro iniziative, in questa seconda edizione l’iniziativa editoriale di Mediavalue edizioni ha superato la dimensione provinciale iniziando ad aprirsi alle aree di Milano e Monza Brianza.


“L’anno scorso, – racconta Mario Cucci, patron di Mediavalue – il primo anno in cui è stata stampata la guida, la nostra scelta è stata un azzardo, foriera di aspettative e dubbiosi nel riproporre quella che poteva sembrare essere l’ennesima guida di ristoranti. Quest’anno il successo, anche con la collaborazione dell’Aeroporto Orio al Serio, ci porta ad aumentare la foliazione da 132 a 180 pagine e aumentare il numero di copie fino a 15.000. Un successo, oltre ogni aspettativa”.
Ma lo merita, perché è un prodotto editoriale curatissimo e ricco di contenuto. La guida racconta, con originalità, i 22 ristoranti di InGruppo, facendo parlare i giornalisti di settore che si sono presi, ognuno, a cuore un ristorante. Una sorta di tutoraggio, durato un anno che ha visto parlarsi più volte il giornalista e il patron del ristorante. Noi, come rivista, abbiamo scelto Giancarlo Morelli del Pomiroeu, per simpatia personale e per le doti umane di questo chef.
Per ogni ristorante, inoltre, c’è una scheda redatta dal direttore editoriale della guida, Elio Ghisalberti, e una ricetta simbolo del locale, oltre alle belle fotografie di Paolo Picciotto.

Cosa significa stare InGruppo
Ce lo racconta Giuliano Pellegrini, patron del Ristorante Lio Pellegrini, che ha avuto l’intuizione di dar vita a questa originale associazione di ristoranti, partita da Bergamo ed estesa alle province di Milano e Monza Brianza; “La crisi mordeva, si correva il rischio che venissero travolte anche le nostre insegne. – ricorda Giuliano Pellegrini – Perché aderire a questa o a quell’altra iniziativa per cercare vie d’uscita determinate da altri? Perché non diventare invece noi stessi protagonisti  di un progetto che oltre a essere evidentemente promozionale riuscisse anche a veicolare i valori che contraddistinguono i nostri ristoranti, in primo luogo la ricerca della qualità senza compromessi e frontiere? E così è stato, seduti attorno a un tavolo ci siamo ritrovati noi, cuochi e patron che hanno condiviso anche le precedenti iniziative. Focus come sempre l’offerta di una ristorazione di qualità, ciascuno libero di interpretarla secondo creatività e spinta motivazionale, conservando la propria identità, ma partendo dal medesimo approccio di base: eccellenza degli ingredienti, cura dell’ambiente e della mise en place, con l’obiettivo di coniugare gusto e culto dell’ospitalità per regalare la massima soddisfazione alla clientela che frequenta le nostre case”.
InGruppo quindi nasce così, con alcune regole di base da cui non transigere, al punto che, sempre Pellegrini che parla, “la maggior parte delle candidature di adesione pervenute nel corso degli anni sono state rispedite al mittente con il dovuto garbo ma anche con fermezza. Esistono sicuramente molti altri bravi professionisti della ristorazione, meritevoli di attenzione, ma che non condividono con noi di InGruppo valori, ideali e approccio”.
Esistono dati che rafforzano questi concetti: la storia e i numeri dell’iniziativa che, ogni anno, vede i ristoranti aderenti servire, da metà gennaio a fine aprile, menu a prezzo fisso per favorire l’approccio dei giovani alla ristorazione di qualità ne è esempio lampante.
I° edizione – gennaio 2013: 15 ristoranti, tutti a Bergamo e provincia; circa 10mila menu InGruppo serviti tra il 15 gennaio e il 30 aprile.
V° edizione – gennaio 2017: 19 ristoranti, 16 a Bergamo e provincia; uno in provincia di Lecco; uno in provincia di Monza Brianza; 1 a Milano; circa 15mila menu InGruppo serviti tra il 15 gennaio e il 20 aprile.
VII° edizione – gennaio 2019: 22 ristoranti; 17 a Bergamo; 1 in provincia di Monza Brianza; 3 a Milano; previsti 20mila menu InGruppo serviti tra il 15 gennaio e il 30 aprile.
Quest’anno l’iniziativa è partita il 15 gennaio e sarà aperta fino al 30 aprile, con la formula che prevede la possibilità di consumare menu completi (almeno un antipasto, un primo, un secondo, un dolce) comprensivi di vino, bevande e caffè, al prezzo prestabilito di 60€ a persona (ad esclusione dei ristoranti A’ Anteprima, Da Vittorio, Enrico Bartolini Mudec, Sadler per un menu di 120€ a persona) con prenotazione obbligatoria.
E la valorizzazione del moderno ristorante si ritrova anche nell’adozione di una nuova tendenza: il Diritto di tappo o, come lo chiamano nei Paesi anglosassoni dove è abitudine affermata già da tempo, il Corkage Fee. Cosa vuol dire? Che chi lo desidera potrà portare al ristorante le proprie bottiglie di vino: il ristoratore le servirà alla giusta temperatura e nei calici appropriati (conteggiando sul conto un costo extra di 10 euro a bottiglia per il servizio). Del resto, quale migliore occasione per assaggiare vini che magari da anni riposano in cantina o bottiglie d’affezione che difficilmente si trova l’occasione di aprire se non durante una cena in uno dei ristoranti di InGruppo?
Anche per l’edizione 2019 Ingruppo conferma il sostegno alla ricerca medico-scientifica in occasione della Giornata Internazionale delle Malattie Rare del 28 febbraio 2019, devolvendo il valore simbolico di 15 euro per ogni menu Ingruppo servito in quella serata all’Istituto Mario Negri, che da oltre 20 anni è impegnato nella ricerca sulle malattie rare. Pur interessando ciascuna un piccolo numero di malati, solo apparentemente le malattie rare sono un problema di pochi: l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima ve ne siano circa 7.000 e, solo in Italia, sarebbero un milione e mezzo i pazienti colpiti.

I ristoranti aderenti
Sono 22 i ristoranti che parteciperanno alla 7° edizione di InGruppo: A’Anteprima (Chiuduno – Bg), Al Vigneto (Grumello del Monte – Bg), Antica Osteria dei Camelì (Ambivere – Bg), Casual Ristorante (Bergamo), Colleoni & Dell’Angelo (Bergamo Alta), Collina (Almenno S. Bartolomeo – Bg), Da Vittorio (Brusaporto – Bg), Ristorante Enrico Bartolini al Mudec (Milano), Frosio (Almè), Il Saraceno (Cavernago – Bg), La Caprese (Mozzo – Bg), Lio Pellegrini (Bergamo), Loro (Trescore Balneario – Bg), Osteria della Brughiera (Villa d’Almè – Bg), Posta (S. Omobono Terme – Bg), Roof Garden Restaurant (Bergamo), Tenuta Casa Virginia (Petosino di Sorisole – Bg), Ezio Gritti (Bergamo), Pomiroeu (Seregno – MB), Trussardi alla Scala (Milano), Sadler (Milano) e Cucina Cereda (Ponte San Pietro, Bergamo).

http://www.ingruppo.bg.it

Luigi Franchi

 




Hilton compie cent’anni e assume, in Italia

In occasione del centesimo anniversario dall’apertura del suo primo hotel nel mondo, Hilton Italia festeggia con due giornate di colloqui e selezione per regalare grandi opportunità di carriera nei propri hotel.

100 anni di storia per 100 assunzioni in due imperdibili recruiting day: le strutture in gestione Hilton in Italia si riuniranno con l’obiettivo di offrire 100 contratti di lavoro negli hotel Hilton, dando la possibilità a 100 talenti di farsi strada in una delle Compagnie più prestigiose dell’Hôtellerie.

Gli eventi si svolgeranno:

  • Lunedì 4 Marzo a Roma, presso il Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Resort;
  • Sabato 23 Marzo a Milano, presso il Hilton Milan.

LavoroTurismo.it è orgoglioso di essere stato incaricato di supportare Hilton nell’organizzazione dell’evento.

Le posizioni attualmente disponibili sono:

  • Accounting specialist
  • Barman / bartender
  • Cameriere di sala – Chef de rang e Commis de rang
  • Cameriere/a ai piani
  • Cuochi chef de partie, commis de partie, pasticceri
  • F&B outlet Supervisor – 2° maître, 2° barman
  • Guest relations
  • Housekeeping supervisor – Seconda Governante
  • Maître
  • Night Receptionist, portiere di notte, night auditor
  • Receptionist
  • Sommelier
  • SPA supervisor – 2° SPA manager
  • Spa teraphist, estetista, massaggiatrice
  • Stage per in tutti i reparti hotel

Tutte le informazioni alla pagina https://inrecruiting.intervieweb.it/hilton/it/career




Torna ExtraLucca, tra oli evo appena franti ed eccellenze regionali

Da sabato 9 a lunedì 11 febbraio al Teatro del Giglio di Lucca i riflettori si accenderanno sulla settima edizione di ExtraLucca, la mostra mercato degli oli extravergine appena franti, ideata da Fausto Borella, presidente dell’Accademia Maestrod’olio. Tra oli e chicche gastronomiche, degustazioni, incontri e convegni, oltre 40 eccellenze provenienti da 11 regioni del nostro paese calcheranno il palco della nuova e particolare location.

Sabato 9 febbraio, alle ore 20, andrà in scena la presentazione della guida Terred’Olio 2019 e delle oltre 100 aziende italiane recensite dal volume: un momento in cui Fausto Borella sarà affiancato da un ospite speciale: Neri Marcorè.

Seguirà l’assegnazione di 20 Corone Maestrod’olio, tra cui la new entry in bronzo e rame, appositamente disegnata dallo scultore toscano Andrea Roggi, e i due premi speciali intitolati alla memoria di Sauro Brunicardi e del noto ristoratore toscano Giancarlo Bini, che più di trenta anni fa ebbe l’intuizione di creare il carrello degli oli con oltre 100 etichette.

Insieme all’olio, nell’apposita area ExtraFood, animata da artigiani del gusto provenienti da tutta Italia, coprotagonista dell’evento sarà, per l’appunto, il food: dal riso all’aceto balsamico, dai prodotti tipici della tradizione di Norcia ai biscotti, senza dimenticare il vino.

Sempre sabato 9 febbraio alle ore 15 sarà inoltre presentato “Mai più a dieta. Salute e longevità con la medicina di precisione”, l’ultimo libro di Sara Farnetti, nutrizionista e medico del Policlinico Gemelli di Roma, che fornisce una sorta di roadmap su come selezionare e combinare gli alimenti in ogni fase della vita.

L’importanza dell’alimentazione è un punto fermo dell’iniziativa, che, come afferma lo stesso Borella, ha tra i suoi obiettivi “fornire al consumatore gli strumenti per riconoscere un olio di qualità”.

Sabato 9 e domenica 10 febbraio la mostra mercato è aperta dalle ore 10 alle 19; lunedì 11, invece, dalle 10 alle 15. L’ingresso è gratuito.

Per info: www.extralucca.it

Mariangela Molinari




Trentodoc sulle Dolomiti: il programma completo di tutti gli eventi

Saranno le Dolomiti d’ inverno a fare da sfondo all’ edizione 2019 di “Trentodoc sulle Dolomiti” la kermesse dedicata alle bollicine  che si svolgerà dal 14 febbraio al 3 marzo a Madonna di Campiglio e in altri Comuni della Val di Fassa. Anche per questa edizione invernale il calendario offre un fitto programma in cui le degustazione occupano un posto di rilievo ma accompagnate anche da altri eventi come visite alle enoteche, spa, rifugi, golf club e ristoranti, dove sarà possibile scoprire le oltre 150 etichette Trentodoc prodotte dalle 52 cantine associate all’Istituto. Trentodoc sarà servito come aperitivo e in abbinamento a pizza gourmet o ai menu proposti dagli chef stellati Sabino Fortunato del Gallo Cedrone, Giovanni D’Alitta di Stube Hermitage (Stella Michelin 2019), Davide Rangoni del Dolomieu, Paolo Donei di Malga Panna e Stefano Ghetta del’Chimpl da Tamion; tra gli appuntamenti imperdibili vi segnaliamo la data del  il 16 febbraio quando al “Rifugio cinque laghi” si svolgerà un aperitivo ad oltre 2000 metri davanti alle Dolomiti di Brenta, al quale seguirà una discesa in notturna con fiaccolata accompagnati dai maestri di sci iscritti Amsi. Salendo in quota, invece, sarà possibile raggiungere (anche a piedi) il rifugio Fuciade, che offrirà a pranzo e a cena menù ispirati alle bollicine di montagna, da degustare circondati dalla catena del Costabella e con una vista mozzafiato sulle Pale di San Martino e sul Col Margherita. Per gli ospiti la possibilità di postare sui social gli scatti più belli con l’hashtag #TrentodocCampiglio e #TrentodocFassa. Per conoscere nel dettaglio tutti gli appuntamenti in programma, si può consultare il sito di riferimento a questa pagina: http://www.trentodoc.com/it/news-e-eventi/trentodoc-sulle-dolomiti-per-lincontro-tra-metodo-_6674_idn/

Manuela Di Luccio

 

 




A Rimini, dal 16 al 19 febbraio, i Campionati della Cucina Italiana

Sarà ancora Rimini e il Beer Attraction a ospitare per la quarta volta i Campionati della Cucina Italiana 2019. Dal 16 al 19 febbraio prossimi, la più importante e completa competizione italiana per tutte le categorie della cucina, organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi con il supporto di World Chef e in collaborazione con Exhibition Group si svolgerà nel Padiglione A1 del Rimini Fiera.

Alle gare, singole e a squadre, parteciperanno 1500 cuochi provenienti da tutto il mondo, un vero esercito di toques blanches che si sfideranno a colpi di cucina fredda, calda, pasticceria da ristorazione e cucina artistica.

Durante i quattro giorni di gare, all’interno di quattro cucine allestite per le competizioni a squadre e sei laboratori per le gare dei singoli i concorrenti saranno seguiti da 45 giudici che insieme a giornalisti e blogger valuteranno il loro operato per decretare i migliori cuochi italiani di categoria. Inoltre, nel corso dell’avvenimento, si terranno oltre 60 show cooking studiati appositamente per valorizzare la produzione agroalimentare italiana e per educare i cuochi ad adottare un metodo di lavoro basato sulla qualità dei prodotti, sulla tecnica, sul rispetto del territorio, l’attenzione al cibo e allo spreco alimentare.

Un vero tourbillon di gare ma, se è vero che gli esami non finiscono mai, è questo il contesto ideale per dimostrare l’importanza della competizione in quanto maestra di vita, come afferma il presidente nazionale della FIC Rocco Pozzulo: “Vogliamo far comprendere ai tanti professionisti che partecipano alle gare e a quelli che vengono ad assistere alle competizioni, che quel lavoro e quel comportamento imposto dalle rigide regole dei campionati nazionali devono essere riportati nel quotidiano. Le nostre giurie sono molto severe, controllano tutto, dall’ordine nei frigoriferi, alla posizione del prodotto, quanto viene utilizzato di ogni ingrediente e dunque con attenzione allo spreco; per questo motivo l’evento non è solo un importante momento d’incontro ma anche occasione di formazione e di aggiornamento professionale”.

Grande attesa, per il Gran Premio della Cucina Mediterranea, la competizione ufficiale organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi e riconosciuta dalla WorldChef – Società Mondiale degli Chef che ha da poco svelato i nomi dei National Team che si sfideranno per ottenere l’ambito titolo: la squadra campione uscente della Sloveria si batterà contro Francia e Albania. Per vincere la squadra dovrà dimostrare le proprie doti professionali in tema di mise en place e pulizia, preparazione, servizio, aspetto estetico e gusto.

La giuria sarà composta da giudici professionali affiancati da collaboratori e commissari di gara che avranno il compito di verificare la corretta applicazione delle regole nel rispetto del cliente, dell’ambiente e della professione. Il presidente delle giurie Gaetano Ragunì spiega infatti: “Per noi cuochi FIC i campionati ci sono tutti i giorni nelle nostre cucine e i concorrenti non devono solo preoccuparsi di realizzare un piatto eccellente, ma devono dare prova di tutte le accortezze necessarie per la realizzazione, dalla ricerca della materia prima alla sua valorizzazione, dal rispetto della catena del freddo al trasporto degli alimenti, con un controllo che avviene sin dall’arrivo di ogni cuoco e fin dopo la presentazione”.

Le gare in dettaglio:

Cucina Calda – Pasticceria da ristorazione Individuale

“Piatti originali della Cucina Mediterranea” è il tema destinato ai concorrenti individuali.

Cucina Calda a Squadre

quattro Team Regionali e/o Provinciali prepareranno ciascuno 60 menù da competizione.

Cucina Fredda (Culinary & Pastry Art) a Squadre

Quattro tavoli espositivi a disposizione ogni giorno per i Team che proporranno una rappresentazione di stile ed eleganza nelle composizioni dei tavoli da Buffet.

Cucina Fredda (Culinary & Pastry Art) Individuale

Postazioni espositive del freddo a disposizione ogni giorno

Combinata Fredda e Calda a Squadre

Prevede per i Team la valutazione delle medie dei punteggi in entrambe le categorie del Caldo e del Freddo a Squadre.

Cucina Artistica

  • Culinary Art salata e Pastry Art

Una delle più importanti competizioni italiane legate al trattamento artistico del prodotto gastronomico, sia dolce che salato: intagliato, scolpito, composto e lavorato attraverso le più diverse tecniche.

  • Culinary Art: opere dal vivo

Competizione sulle performance d’intaglio o carving.

  • Contest Mistery Box – Cucina Calda

Ingredienti a sorpresa della tradizione italiana per gare ad eliminazione diretta fra Team composti da professionisti senior e junior

  • Contest Ragazzi Speciali

Vedrà impegnati sul palco, accompagnati da compagni di scuola tutor, ragazzi con programmi scolastici differenziati.

Gran Premio della Cucina Mediterranea – Cucina Calda – International Team Contest

I National Team della Worldchef della Slovenia – campione uscente della scorsa edizione – Francia e Albania si fronteggeranno nella realizzazione di menù da competizione per 60 persone con obbligo di utilizzo di ingredienti legati alla dieta mediterranea.

Le squadre saranno composte da n.1 pasticcere, n.1 Team Captain e n.1 Team Manager.

Marina Caccialanza

 




Piacenza: torna il Sorgente del vino Live, il Salone delle cantine naturali

Si svolgerà a Piacenza nei giorni 9-11 febbraioSorgente del vino Live”, il Salone delle piccole cantine naturali; alla rassegna vinicola, realizzata dall’associazione culturale Echofficine con la collaborazione di La Sacca del Diavolo – Trasmissione di musica folk di Radio Popolare – e con il sostegno di Rastal e di Nomacorc – Vinventions, parteciperanno 150 cantine. Saranno tre giorni dedicati alla riscoperta del variegato terroir che caratterizza l’ Italia ma ci saranno anche cantine europee che si distinguono per la qualità dei vini: un’ eccellente panoramica delle aziende che operano  nel rispetto della Natura e dell’ ambiente e la kermesse sarà anche un’ occasione per conoscere da vicino  i produttori e la loro filosofia. Le degustazioni in calice saranno accompagnate anche da prodotti alimentari di qualità: dall’olio al miele, dal formaggio alla pasta, passando per i dolci come biscotti e cioccolato, ma anche tanto altro. Il programma non si ferma alla sola esposizione ma il programma prevede anche due momenti importanti: il primo è “Terroir Liguria” per scoprire le eccellenze della regione con i suoi vigneti eroici abbarbicati sulle pendici a strapiombo sul mare; il secondo, che si svolgerà lunedì 11 è   il convegno annuale di Viticoltura biodinamica “Il rame in vigna: quel che si dice e quel che si tace”, moderato dal giornalista Lorenzo Tosi,  che toccherà un argomento d’ attualità perché in febbraio entrerà infatti in vigore anche in Italia la nuova normativa che riduce i quantitativi di rame utilizzabili in agricoltura biologica a 4 kg all’anno calcolati sulla media di sette anni. Il salone aprirà al pubblico sabato 9 (ore 12-18) per proseguire domenica 10 (ore 10-18) e lunedì 11 febbraio (ore 12-18). Ingresso 15€ incluso calice da degustazione e catalogo.

 

Manuela Di Luccio

sorgentedelvinolive.org/it