Aggiungi un pasto a tavola

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aggiungi-un-pasto-a-tavolaIl gioco di parole che ricorda la celebre commedia musicale del momento magico della TV italiana è la scusa per un’iniziativa dedicata al rilancio del sistema mercatale che il Comune di Milano ha presentato a Palazzo Marino durante un’affollatissima conferenza stampa.
L’Assessore al Commercio, Franco D’Alfonso, ha spiegato che, fin dall’insediamento, si è ribaltata l’idea della giunta precedente di chiudere i Mercati Comunali Coperti, le motivazioni sono semplici, questi luoghi, ben 26 a Milano, non solo sono un presidio di un sistema di piccoli negozi di vicinato che non può abdicare di fronte alla grande distribuzione, ma sono luoghi di aggregazione per i quartieri ove sorgono. Dunque, in questa ottica, ecco il bando aggiudicato qualche mese fa per uno di questi mercati nel quartiere QT8 che sarà dedicato ai prodotti di filiera corta, ecco il bando, andato a buon fine, di assegnazione dei molti “posteggi” rimasti vuoti da tempo, ecco “Aggiungi un pasto a tavola”.
L’idea è semplice e si pone alcuni obiettivi: educazione alimentare, qualità, solidarietà.
L’operazione ha l’ambizione di avere cadenza stagionale, questa primavera sono stati scelti 5 mercati, ai quali sono stati abbinati 5 grandi chef milanesi: Wagner, con Alessandro Negrini di Aimo e Nadia, Ticinese, con Davide Oldani, Morsenchio con Viviana Varese, Ca’Granda con Pietro Leemann, Prealpi, con Carlo Cracco.
Recandosi in questi mercati, nei giorni 19, 20 e 21 aprile, si verrà accolti da alcuni volontari, coordinati dagli Assessorati alle Politiche Sociali, retto da Pierfrancesco Majorino e dall’Assessorato al Volontariato, delega di Marco Granelli.
Ai banchetti posti all’ingresso si riceverà una scheda che riporta la lista della spesa di un menu di stagione ideato dallo chef che ha “adottato” il Mercato, e una serie di spazi sui quale apporre alcuni bollini adesivi.
L’invito del Comune è di seguire i suggerimenti degli chef che si sono impegnati a costruire le ricette di 3 portate per 4 persone, il cui costo totale si aggirasse intorno ai 20 euro.
Facendo la spesa si può, volontariamente, aggiungere 1 euro per ciascun acquisto, ricevendo in cambio i bollini, raggiunti 5 bollini (ma si può dare di più), tornando al banchetto, si riceve in cambio una borsa di cotone con il marchio del comune di Milano, contenente: il ricettario completo con i procedimenti di preparazione di tutti i menu dei 5 chef, una copia della Cucina Italiana in edicola ed una copia storica della stessa testata datata 15 dicembre 1929, una chicca per appassionati, presentata da Anna Prandoni (Brand Director de La Cucina Italiana) che ha sottolineato come, già agli esordi della testata, si parlasse di economia domestica.
Alla fine delle 3 giornate dedicate a questa sorta di caccia al tesoro, i bollini raccolti dai volontari saranno cambiati in derrate alimentare destinate alla preparazione di pasti per comunità di persone meno fortunate.
La lodevole iniziativa ha visto impegnarsi a fondo le diverse strutture dei 3 assessorati coinvolti ed ha avuto il generoso e prezioso supporto dell’intero staff degli organizzatori del congresso di Identità Golose che si sono prodigati nel coinvolgimento dei cuochi, nella parte creativa e anche nelle prove dei menu.
Il rilancio di buone pratiche può passare anche da operazioni come queste, senza contare che, oltre ad esser un modo per coinvolgere i cittadini in una cosa divertente e a fin di bene, è un modo simpatico per rilanciare la piccola distribuzione e dare contemporaneamente valore alla ristorazione di una città, vero luogo di sapienza, come ha sottolineato Alfredo Zini, rappresentante dei ristoratori milanesi e vicepresidente di FIPE.

Aldo Palaoro

(foto fonte: sito del Comune di Milano)

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