Anticipazioni d’autunno da segnarsi in agenda: le Sagre di ottobre a Brisighella

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mora-romagnolaCorreva l’anno 1942: a Faenza un manipolo di zootecnici codifica per la prima volta la denominazione di una razza di strani suini neri che qui, sugli Appennini romagnoli, si vedono a migliaia dagli inizi del secolo. La chiamano Mora Romagnola. Poi si scopre che questo maiale antico sempre qui ci è arrivato con le invasioni barbariche nel 500 d.c. adattandosi a meraviglia all’aria locale e rappresentando per secoli il fondamento dell’economia rurale faentina: basti pensare che le dimensioni dei boschi si misuravano con il numero di suini che erano in grado di nutrire.

Ma nel secondo ‘900 il variare delle condizioni socio-economiche con nuove domande produttive e la progressiva intensificazione dell’allevamento suino, ne registra una forte decrescita: agli inizi degli anni ’70 la Mora Romagnola è quasi una leggenda raccontata da romantici allevatori, finché un decennio dopo uno di questi, Mario Lazzari di Faenza, inizia con passione la ricerca degli ultimi esemplari sperduti.

Oggi, grazie a lui, all’APA di Ravenna, al Copaf e agli altri allevatori che hanno saputo apprezzare il valore delle carni e la sua ragione di vita nel contesto territoriale e culturale, la Mora Romagnola è salva e comincia ad essere conosciuta e diffusa attraverso una quarantina di allevamenti, per un totale di circa 1.500 i capi esistenti.
E allora anche Brisighella vuol fare la sua parte, dedicando a questo suino nero la  “Sagra della porchetta di Mora romagnola e Fiera delle biodiversità”, in programma domenica 21 ottobre, dove si potranno degustare le sue carni saporite e fare acquisti nel mercatino dei prodotti Copaf, il Consorzio per la valorizzazione dei prodotti tipici dell’Appennino faentino e forlivese.

La domenica successiva, il 28 ottobre, si replica con la Sagra dell’Agnellone e del Castrato QC. Le carni a Qualità Controllata sono ottenute da agnelloni e castrati allevati secondo un Disciplinare di Produzione con regole rigorosissime: l’agnellone deve derivare da animali di età compresa tra i 70 e i 180 giorni con peso vivo tra i 25 e i 50 kg, le carni devono avere un colore rosa o rosa scuro e il colore del grasso deve essere bianco o bianco crema senza tendere al giallo. Il castrato, invece, ha un’età di macellazione compresa tra i 5 e i 12 mesi di vita, con il peso vivo compreso tra i 40 e i 100 kg; le sue carni devono avere un colore rosa scuro, senza colorazioni anomale e anche in questo caso il colore del grasso deve essere bianco o bianco crema senza tendere al giallo.

La giornata prevede l’esposizione degli ovini e dei caprini, la mostra mercato dei prodotti e dell’artigianato locale, un ricco stand gastronomico, musica e intrattenimenti culturali.
Anche se fa ancora caldo, l’acquolina in bocca ci è venuta lo stesso.

Per informazioni:
www.terredifaenza.it

Alessandra Locatelli

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