Carla Aradelli e il Ristorante Riva festeggiano i 25 anni del locale di Ponte dell’Olio

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carla-ardelliQuando un ristorante di livello taglia un traguardo importante non è raro farsi prendere un po’ la mano con i festeggiamenti, costruiti ad arte per invitati selezionatissimi e “mirati” della stampa cosiddetta accredita e per una folta risma di food blogger, opinion leader, foodies dalla penna facile. Ecco, dimentichiamo completamente questa babele, sciacquiamoci la bocca e intingiamo la penna nel rispetto prima di raccontare cosa è stato il 25° compleanno del Ristorante Riva di Ponte dell’Olio, in provincia di Piacenza.

Innanzi tutto è stato famiglia, quella tracciata dai vincoli di sangue, quella che si sceglie e quella che accade, inaspettata, a convincerti della bellezza della vita: a circondare Carla Aradelli e il marito Maurizio Rossi di affetto erano in tanti domenica sera, all’aperitivo che la coppia ha organizzato per suggellare le nozze d’argento tra il loro ristorante e le persone, facce e sorrisi di tutte le età. Sono i clienti storici, quelli che frequentano queste sale dal 1987 quando ancora il locale era un bar tabaccheria con licenza di trattoria e c’era il calcio balilla sul retro; Carla aveva diciannove anni e un imprinting alla cucina che si stava formando mescolando le ricette della mamma, i ricordi della nonna che gestiva un ristorante per banchetti e i due caleidoscopici anni passati alla Cantoniera con il grande George Cogny.

“La passione ha le forme più impensate. Ho iniziato ad amare questo lavoro attraverso la semplicità delle cose che vedevo e provavo a casa mia e nell’orto di mio nonno, rispettando la natura e i suoi cicli. Era qualcosa che conoscevo, un amore equilibrato” ci racconta Carla in cucina, mentre piatti e vassoi pieni di ogni bendidio escono in sala. “La seconda volta mi sono innamorata di tutto il mondo che mi si è aperto con George Cogny: per tanto tempo è stato un mondo che non capivo fino in fondo, è stato un amore irrazionale e come tale ogni definizione sarebbe riduttiva. Avevo diciassette anni, eravamo in venti ragazzi con gli occhi spalancati su qualcosa che non avevamo mai visto”.

Il rigore e la misura della tradizione si fonde con la voglia creativa di spingersi oltre, ricercando la propria dimensione. E continua Carla, mentre ci mostra lo splendido maiale che a breve sarà porzionato in succulente fette di porchetta: “Questo lo hanno cotto i ragazzi che venivano qui in trattoria, clienti negli anni diventati amici. Ho passato tante fasi, dal bar al ristorante stellato. Adesso, dopo venticinque anni, mi sento davvero libera di scegliere la mia strada.” Ed è una strada che guarda al futuro aprendo, letteralmente, una porta sul passato: accanto all’ ingresso Carla e Maurizio hanno infatti deciso di recuperare la sala che un tempo era destinata al bar per creare uno spazio ricettivo con proposte più semplici, in parallelo al ristorante.

“Oggi mi sento libera di farlo, continuando a lavorare grandi materie prime e continuando ad avere le mani che tremano ogni volta che le tocco. Sono un cuoco di pancia, le provocazioni culinarie a tutti i costi non mi somigliano. Ho bisogno di tempo per conoscere un piatto e per assomigliargli, come ho avuto bisogno di tempo per diventare mamma (di due bambine, ndr). Mi sento completa, non uno chef ma una donna in cucina”.

Intanto i calici si riempiono di Champagne Pommery e di un Amarone speciale, un Santa Sofia del 1987, mentre due commis d’eccezione stanno lavorando sodo ai fornelli: sono Filippo Chiappini Dattilo dell’Antica Osteria del Teatro a Piacenza e Daniele Repetti del Nido del Picchio a Carpaneto Piacentino, per l’occasione al servizio di Carla, mentre tra gli ospiti non poteva mancare Isa Mazzocchi della Palta di Bilegno, con il marito Roberto Gazzola, la sorella Monica e i figli.

E i bambini sono una delle sorprese di questa festa un po’ anomala e tanto vera: figli di amici, clienti e cuochi, una numerosa squadra di occhi sorridenti e di mani affondate nei coloratissimi vasi di vetro strabordanti di dolci, caramelle e liquerizie. Quando esce la torta, una golosità di cioccolato e panna, le note di “tanti auguri” suonate con il flauto traverso da una delle figlie di Carla e Maurizio sono il regalo più bello e l’augurio perfetto per continuare ad innamorarsi della cucina. Almeno per altri venticinque anni.

“Ristorante Riva ”
Loc. Riva 16, Ponte dell’Olio (PC)
Tel: 0523.875193
www.ristoranteriva.it

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