Cenare con il critico per conoscere la Sardegna 2.0

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Guardare alla Sardegna, ci restituisce l’immagine di una gastronomia regionale che ha saputo conservare tradizioni culinarie antiche ancora da scoprire, ma che oggi guarda al futuro. Le nuove generazioni di cuochi viaggiano e ritornano in Sardegna dando un contributo importante per riscoprire gli allevamenti allo stato brado, i piccoli caseifici, le oasi di pesca sostenibile, riuscendo a infondere una sorprendente creatività senza per questo dimenticare la tradizione e la sostenibilità ambientale. Una regione che gode di una ritrovata attenzione verso le sue tradizioni gastronomiche confermata dal grande successo di pubblico e di critica durante il lancio del progetto 100% Sardegna.
Un folto pubblico di giornalisti, critici enogastronomici, food blogger e food&wine addicted era presente alla presentazione della rete di imprese GustoSardegna. Un occasione di confronto e conoscenza insieme a Dario Bordet, direttore di Italia da Gustare, e a Vincenzo Russo, membro del comitato scientifico di Expo e direttore del Master in Food&Wine Communication dell’Università IULM, che hanno aperto i lavori, rimarcando l’importanza della collaborazione tra le imprese e la comunicazione integrata, per mettere in luce i territori. Da New York, Mike Rienzi, italo-americano importatore e distributore, ha sottolineato l’importanza della filiera e dell’unione tra le aziende italiane per essere più forti all’estero, mentre il noto produttore sardo di prosciutto, Massimiliano Meloni, raccontava con convinzione, che il Pata negra, Jamon Iberico, è nato nel Gennargentu, e il presidente del Cagliari calcio, Tommaso Giulini, in diretta su Sky Sport, evidenziava che la buona alimentazione e la dieta mediterranea sono elementi chiave per uno stile di vita sano.
Lo chef stellato Roberto Petza, deliziava i palati e la vista dei presenti con un colorato showcooking dal profumo mediterraneo, mentre i due titolati critici della gastronomia italiana, Davide Paolini e Alberto Cauzzi, illustravano i prodotti sardi dando valore al Made in Italy e alla creatività gastronomica sarda, a cui è seguita la cena composta da sette portate. Un’apertura con: S’Ispuntino del Gennargentu e dell’Ogliastra con i pani guttiau, pistoccu di Lanusei, Raviolini barabaricini al formaggio e prosciutto del Gennargentu con insalatina di frutta e verdura, e vinaigratte di prugne. Come primo piatto l’uovo con patate e pancetta di montagna, un brodo di pecora, con pane Zichi logudorese del Molino, funghi porcini ed erbe aromatiche, finendo con dei ravioli di pecorino giovane, con salsa di nocciole e porri. Come secondo piatto un capocollo di maiale con patate di montagna e salsa al Cannonau, e per finire delle piccole sebadas del nuorese con gelato al miele amaro e scorza d’agrumi. In abbinamento un percorso ragionato con i vini della cantina Gostolai.

 Luca Bonacini

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