Déjeuner sur l’herbe con gli chef stellati

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dejeuner-sur-l'herbeDimentichiamo il pranzo al sacco con panino stantio e zainetto di tante nostre gite d’infanzia. Oggi il picnic si fa easy chic e si firma con i nomi degli chef stellati, ma con riguardo al portafoglio. Moda passeggera, intuizione contemporanea o furba risposta a domande di consumo sempre più parche, il déjeuner sur l’herbe dell’anno 2012 ci piace: perché ha il sapore buono delle cose autentiche, degli incontri romantici di una volta, in cui bastava un plaid, una bottiglia di vino e poco altro per essere felici. Ci piace perché un pranzo improvvisato sotto i rami in fiore da cui filtra il calore del sole, che fa incontrare buon cibo e piacevoli conservazioni, mette speranza.
I territori toscani, ricchi di paesaggi da cartolina e di tradizioni gastronomiche, hanno riscoperto il gusto slow del country dinner, interpretandolo in quattro declinazioni: chilometro zero, rustico, romantico e rinascimentale.
Il Green Park Resort di Tirrenia propone un picnic “made in Italy” al 100% all’ombra dei pini secolari del litorale pisano, con un menu che attinge le ricette dalla memoria e gli ingredienti dai piccoli fornitori locali. Il cestino che lo chef stellato Luca Landi ha pensato, completo di tutte le stoviglie, bicchieri e plaid, propone zuppa pisana, granaccia di cereali e verdure, torta di riso al ragù, tonno alla chiantigiana, tramezzini assortiti farciti con insaccati tipici toscani, tagliere di formaggi caratteristici di Buti e del parco di San Rossore, verdure dell’entroterra grigliate, pesce marinato del giorno, panzanelle fritte della Versilia, macedonia di stagione e il famoso buccellato di Lucca, fatto in casa, da inzuppare nel vino, il Chianti delle colline pisane. Non manca l’Acqua di San Giuliano e per i più piccoli la Spuma Bionda e la Cedrata Tassoni. L’idea in più è l’aggiunta di inaspettati oggetti per giocare all’aria aperta, come il gessetto per disegnare il tracciato della “campana”, dadi e cartellone per il “gioco dell’oca”, una bottiglia vuota da far roteare per far schioccare un bacio e sacchi di juta per saltare sul prato. Il costo del cestino è di 25 euro.
Immerso tra uliveti e vigneti, l’antico Borgo della Fattoria di Casalbosco, sulle colline di Pistoia, è sede di un agriturismo con piscina panoramica, cantina vinicola e un grande giardino. Il picnic rustico ideale è preparato con salamella locale, pecorino del pastore, prosciutto crudo artigianale, schiacciatine, pane fatto in casa, salsina di accompagnamento, frutta di stagione,  una crostata casalinga, una bottiglia di vino di Casalbosco e una bottiglia di acqua.
Spostandosi a Firenze, il picnic più romantico si veste di eleganza: lo storico Hotel Brunelleschi ha formulato per i propri ospiti un pacchetto, a partire da 138 euro, che comprende un pernottamento in camera doppia Classic Executive, prima colazione a buffet, il quotidiano preferito al mattino, un ricco cestino da picnic preparato dallo chef Simone Bertaccini con insalata nizzarda di fagiolini, tonno e uova,  bocconcini di mozzarella di bufala campana e prosciutto crudo di Parma, sbrisolona con arancio al cioccolata e tutto il necessario per un pranzo da degustare al Parco dell’Albereta, sulla riva dell’Arno.
Il Demidoff Country Resort di Pratolino si affaccia invece sul Mugello, patria della famiglia dei Medici e vallata ricca prodotti tipici di alta qualità: il cestino preparato dallo chef Riccardo Serni è realizzato al momento con pasta fredda, vitello tonnato, pane, insalata mista, verdure al vapore, insalata di frutta o dessert e confezionato sottovuoto. Il Resort propone un pacchetto a 180 euro con due pernottamenti in camera doppia comfort con ampia terrazza sulla vallata che domina Fiesole e Firenze, prima colazione al buffet, cena presso il Ristorante “1556” a base di prodotti naturali, bevande incluse, libero accesso alla piscina interna riscaldata, all’area relax con tisane e frutta e alla sala fitness, ingresso al Parco di Villa Demidoff, trasferimenti per e dal centro di Firenze.
Quattro idee divertenti, raffinate e gustose per interpretare il pasto informale all’aria aperta, realtà tutt’altro che nuova – basti ricordare i bellissimi dipinti ottocenteschi di Monet e Manet – ma che ci ricorda ancora una volta quanto il nostro Paese sia ricco di potenzialità, territoriali e gastronomiche, da riscoprire, da esplorare e da valorizzare, osando anche un po’ e, soprattutto, credendoci.

www.greenparkresort.com

www.fattoria-casalbosco.com
www.hotelbrunelleschi.it
www.hotel-demidoff.it

Alessandra Locatelli

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