Dura reazione di Silb dopo l’ennesima chiusura di discoteca

Nei bar la notte si illumina con gli accessori led
16 dicembre 2011
Con le amarene Fabbri arriva la pizza dolce
16 dicembre 2011
image_pdfimage_print

maurizio-pasca-silb-fipeC’è aria pesante in casa Silb-Fipe, l’organizzazione leader del settore dell’intrattenimento serale e notturno che associa oltre il 90% delle imprese del comparto censite dalle Camere di Commercio.
L’ennesimo episodio di chiusura della discoteca Il Muretto di Jesolo, per il caso di un giovane colto da malore causato dall’assunzione di stupefacenti, ha provocato una dura reazione da parte del presidente Maurizio Pasca le cui dichiarazioni «Come associazione denunceremo tutti coloro che con azioni illegali danneggiano l’immagine e l’economia delle imprese associate perché non possiamo continuare a pagare per responsabilità che non sono a noi attribuibili. Sarebbe bene che tutti gli imprenditori che operano nella legalità cominciassero a intraprendere simili azioni».
«La legislazione oramai risalente al 1931 continua a penalizzarci. “Il Muretto” di Jesolo, così come il “Cocoricò” di Rimini e altri locali in tutta Italia rispettano le leggi in materia di sicurezza e collaborano con le forze dell’ordine per garantire un divertimento sicuro», dice il presidente Pasca «e pertanto ritengo corretto il provvedimento di querela inoltrato dal proprietario dello storico locale veneto nei confronti del cliente per aver provocato un danno d’immagine, nonché la chiusura del locale».
Alla discoteca sono stati imposti trenta giorni di chiusura “su disposizione del questore” ed il locale potrà riaprire i battenti solo il 10 gennaio 2012, perdendo ogni eventuale opportunità di apertura nelle festività natalizie.
La dura reazione del Presidente Pasca non è una difesa indiscriminata della categoria ma, al contrario, una presa di posizione per stabilire giuste regole nel settore. Non è giusto che venga penalizzato chi rispetta le leggi, mentre è corretto espellere dall’associazione tutti coloro che operano in maniera criminale, cioè chi somministra alcolici ai minori di 16 anni.
Anche in questo caso l’operato scriteriato di pochi gestori danneggia l’immagine dell’intera categoria.

image_pdfimage_print