Il futuro dell’agriturismo sta nella diversificazione

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agriturismo-futuroL’agriturismo del futuro sarà diretto da giovani, soprattutto donne, con un buon livello di acculturazione e integrate in un sistema di gestione famigliare di tipo flessibile. La previsione, espressa da Marco Boschetti, direttore del Consorzio Agrituristico Mantovano, sarà messa a confronto con altre nel corso dell’ultimo giorno di Fieragricola di Verona, all’interno di un programma (Agriservice) dedicato all’agricoltura multifunzionale. Il mantovano, assieme al comasco e al Trentino Alto Adige è tra le poche aree italiane ad aver promosso dei sistemi integrati con cui promuovere gli agriturismi del territorio in Italia e all’estero, con il sostegno delle istituzioni e delle organizzazioni professionali, e per mezzo di una presenza coordinata sul web (vedere per credere: www.agriturismoverona.com).
Per ovviare alla diminuzione delle presenze, che contrasta con l’aumento degli agriturismi (+3,7% a fine 2010), la strategia vincente sembra essere quella della diversificazione e della specializzazione, arricchendo la propria offerta con attività alternative (corsi di cucina, gare di pesca, cicloturismo, per citare alcuni esempi) e forme di organizzazione capaci di specializzare il proprio agriturismo (fattorie sociali, agri-asili).
“Il marchio agriturismo, di per sé, è ancora un marchio di tendenza e di elevato valore – ha dichiarato Boschetti – Prendiamo ad esempio la vendita dei prodotti trasformati in agriturismo, valgono il 40 per cento in più rispetto alle produzioni agroindustriali. Il dato su cui riflettere è proprio la forbice fra l’aumento degli agriturismi e la diminuzione, seppure lieve, delle presenze. Così come la diminuzione del giro d’affari medio per azienda, che nel 2010 si è assestato sui 52mila euro, il 6,3 per cento in meno rispetto al 2009”.
A questo proposito, l’Ufficio studi di Fieragricola ha sottolineato come operazioni di distretto in chiave di agriturismo, non più lasciate al caso e all’iniziativa dei singoli, porterebbero un aumento delle presenze e del reddito medio delle imprese di ospitalità rurale dell’ordine del 7-12 per cento.

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