Gli otto finalisti italiani di Gelato World Tour

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Sono 120 i gelatieri nominati uno ad uno, insieme alla propria gelateria e al luogo di provenienza, in apertura della finale italiana di Gelato World Tour, la più grande gara di gelateria per numero di partecipanti complessivi, organizzata da Carpigiani. Un elenco lungo e doveroso, letto a due voci, perché tutti quanti rappresentano il meglio dei 1200 gelatieri che nel corso di 16 mesi si sono sfidati da nord a sud nel più lungo viaggio del gelato italiano: sono 18.000 i km percorsi dagli organizzatori per coprire tutte le tappe, 59, in ben 18 regioni d’Italia. Solo questi numeri decretano un successo, per aver unito una bella rappresentanza del nostro Paese sotto un minimo comun denominatore: il gelato, una sorta di linguaggio universale.
Tutto è ben organizzato, Achille Sassoli, direttore di Gelato Word Tour, spiega che i due giorni del concorso sono cadenzati da impegni (per chi gareggia e per chi giudica) ma anche da un tempo libero propositivo, tra la visita del Gelato Museum,  la presentazione  del libro di Luciana Polliotti  Fusione Inversa-Per un’estetica (gustosa) del Gelato artigianale, brevi seminari di approfondimento sulla pasticceria in gelateria piuttosto che sull’arte del cioccolato in gelateria e altro. Giornate intense che da subito si rendono scorrevoli.

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La fibrillazione dei gelatieri, fra chi sta ultimando il proprio lavoro nel laboratorio e chi è in attesa di giudizio, è tangibile finché non subentra l’apnea, quando a gruppi di 16 vengono chiamati in aula insieme alla giuria a rappresentare il proprio gelato. Ogni assaggio è preceduto dalla presentazione del gusto, pochi minuti ciascuno, ma bastevoli per mettere in risalto gli ingredienti e la storia di questa scelta. E così si viaggia di territorio in territorio fra profumi, sapori, evocazioni di luoghi perché la territorialità è molto sentita e il gelato è spesso frutto della propria terra e dei prodotti più rappresentativi.

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L’inventiva non manca e nemmeno la capacità di osare. Colpisce la “crema di latte all’olio extravergine di oliva”, delicata e armoniosa che Alessandro Leo, della Gelateria Alexart, realizza con l’olio extravergine ricavato dai propri uliveti a Corato: “Non è un gelato gastronomico-precisa -. Strutturo questo gusto su una base bianca, utilizzo latte con 0%di grassi sfruttando la stessa percentuale di olio extravergine”.
Ricotta di pecora, miele di castagno e noci sono gli ingredienti che Daniele Mosca, de Il Gelatiere di Amatrice, ha scelto per rappresentare il suo territorio. La sua gelateria è andata distrutta il 24 agosto ma è qui ugualmente a gareggiare.
Anche “caffè castello” ha una storia, una storia affettiva. Fabio Cataldo, dell’Antica gelateria Gentile di Bari, si è ispirato a una bevanda che il nonno era solito prepararsi mettendo chicchi di caffè in infusione nel latte e aggiungendo una scorzetta di limone e un punta di amaro prodotto dalla moglie. Poi la beveva fredda seduto sul muretto di fronte al castello.
Incuriosiscono anche i nomi che vengono attribuiti ai gusti. Lo “spugnato di caffè”, presentato da Donato D’Attoma, del Punto bar di Conversano, che si presenta come un gusto al caffè con la sua colatura, molto netto e ben fatto, richiama quell’espressione che in passato si usava per indicare un caffè molto schiumoso.
Particolare anche “l’oranginger alla fragola”, presentato da Corinne Cafiero della Gelateria Primavera di Sorrento, che si presenta come un gusto alla fragola ricoperto da una gelatina al limone.  La sua caratteristica sta nell’essere vegano. L’unico addensante utilizzato è la marmellata di fragole autoprodotta e il dolcificante è il miele.

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Non è un  caso che abbiamo citato gelaterie del sud perché questa è un’area in cui si sta dimostrando grande vitalità nella ricerca, anche grazie alla ricchezza di materie prime che è in grado di offrire.
Ciascun concorrente comunque ha dato a suo modo un apporto, mai banale.
“Difficile scegliere dentro una già selezionata cerchia di gelatieri”, diceva qualcuno. Ma alla fine gli otto finalisti si sono delineati in modo chiaro.

Ecco i loro nomi:

  • Francesca Mombelli della gelateria Il Vizio del Gelato di S. Nicolò (PC) con “Pistacchio” che ha deciso di portare alle selezioni il gusto più amato dai suoi clienti;
  • Alessandro Crispini della Gelateria Crispini di Spoleto con “Pistacchio”, una delle gelaterie storiche della cittadina Umbra;
  • Alessandro Leo della gelateria Alexart di Corato (BA) con il gusto “Crema di Latte all’Olio Extravergine di Oliva” che ha deciso di valorizzare il prodotto d’eccellenza del suo territorio in un abbinamento insolito;
  • Bruno Di Maria della Gelateria Madison di Realmonte (AG) con il gusto “Pistacchio”, un gusto classico per il gelatiere siciliano;
  • Francesco e Salvatore Manuele della gelateria Nuova Dolceria di Siracusa con il gusto “Mandorlivo” un raffinato fiordilatte alla mandorla e torrone con olio extravergine di oliva Tonda Iblea, buccia grattugiata di limone per una nota agrumata e variegatura di cubetti di oliva candita;
  • Silvia Pennati di Formazza Agricola di Formazza (VB) con il gusto “Latte e Menta Selvatica” con ingredienti a km0 della stessa azienda agricola
  • Daniele Mosca della gelateria Il Gelatiere di Amatrice (RI) con il gusto “Sapore d’Amatrice” a base di ricotta di pecora, miele di castagno e noci
  • Elisabeth Stolz della Gelateria Osteria contadina Hubenbauer di Varna (BZ) con il gusto “L’anima dell’Alto Adige”, sorbetto di mele biologiche altoatesine, inclusioni di Schuttelbrot croccante e speck caramellato tutto prodotto dalla famiglia Stolz.

Ora li attende la finale per il titolo mondiale. Sarà a Rimini, a settembre, e li vedrà sfidarsi con 32 colleghi provenienti da Asia, Africa, Europa e America, selezionati a loro volta nelle undici tappe internazionali in quattro continenti.
Straordinario al solo pensiero!

Simona Vitali

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